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	<title>Osteofluidica Cranio Sacrale - Fabio Rizzo</title>
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		<title>Dentisti e Osteopati</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 22:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/1746-160X-6-4-4.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-1127" rel="wp-prettyPhoto[g1121]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1127" title="" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/1746-160X-6-4-4-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>Sempre più frequente risulta diffusa un alleanza tra dentisti e osteopati , essi infatti  concordano in una visione  sempre meno specialistica e più in risonanza ad una visione unitaria e globale dei disturbi dell’essere umano. Questo  significa restituire il senso&#8230;</p>]]></description>
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<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/1746-160X-6-4-4.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-1127" rel="wp-prettyPhoto[g1121]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1127" title="" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/1746-160X-6-4-4-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>Sempre più frequente risulta diffusa un alleanza tra dentisti e osteopati , essi infatti  concordano in una visione  sempre meno specialistica e più in risonanza ad una visione unitaria e globale dei disturbi dell’essere umano. Questo  significa restituire il senso all’unità dell’organismo ed alla stretta correlazione tra funzione e struttura, infatti esiste una relazione fondamentale tra corretto, equilibrato  appoggio dentale e resto del corpo. In altre parole, esiste un corpo fissato alla testa ! <br />In odontostomatognatologia l`equilibrio occlusale mascellare mandibolare si gioca come “l`equilibrio di un tavolo con le sue quattro gambe” indietro a livello dei molari ,in avanti,a livello dei canini. E` un equilibrio delicato un ingranaggio perfetto che necessita di un meccanismo millimetrico.</p>
<p><strong>L&#8217;importanza del trattamento osteopatico</strong></p>
<p>E &#8216;importante essere trattato da dentisti e osteopati in caso di disequilibrio occlusale,infatti se i problemi della mascella vengono risolti,  molti altri problemi connessi possono essere normalizzati .  <br /> Ci sono collegamenti diretti tra l&#8217;allineamento dei denti, la simmetria delle articolazioni, le curve della colonna vertebrale, i livelli delle scapole e bacino e lunghezza delle gambe.<br /> Talvolta il mal di denti comune può essere dovuto ad un problema di movimento limitato nella parte superiore del collo. Un nervo sovra-stimolato in questo settore irrita il nervo facciale. Da qui nasce l`importanza di una attenta verifica osteopatica e di una eventuale regolazione delle Articolazioni Temporo Mandibolari (ATM) ,soprattutto in occasione di sintomi classici che possano indurre ad un sospetto coinvolgimento di squilibrio occlusale.<br />Questi sintomi possono essere di tipo generale, di tipo craniale, di tipo cervicale: dolori alla schiena (correzioni con apparecchi dentari negli adolescenti!); disequilibrio  del bacino, dolori dell’anca,del ginocchio; patologie digestive ;malessere generale”,con stanchezza mattutina.: cefalee o emicranie croniche; dolori al cranio a topografia trigeminale ; difficolta` o dolori nella masticazione;problemi oculari,uditivi o di equilibrio(vertigini): cervicalgie ribelli(da C2 a C6); blocco ganglionare del collo;problemi cronici della spalla ,disturbi dell`udito o dell’equilibrio dovuti alle “cervicali”;difficolta` nella deglutizione,disfunzioni Tiroidee.<br />La maggior parte delle persone pensa che il cranio e la faccia siano costituiti da alcune ossa immobili. Dalla osservazione e lavoro di grandi osteopati del passato è inconfutabilmente emerso in modo chiaro che la testa è al contrario una struttura dinamica e mobile. Tutte le ossa del cranio sono progettate per muoversi, o &#8220;respirare&#8221; un po &#8216;!<br />La scoperta del meccanismo respiratorio primario (MRP),ci informa di come le suture che uniscono le ossa tra loro, siano come cerniere mobili che consentono una diffusione dolce ed una azione di pompaggio del sistema respiratorio primario, senza le quali esso non potrebbe funzionare come dovrebbe.<br /><strong>Osteopatia e Odontoiatria</strong></p>
<p>Distorsione delle ganasce (malocclusione)<br /> Abbiamo bisogno di un sistema mascellare mandibolare che funzioni bene nell’insieme per avere una buona salute delle gengive e dei denti.  Se tutto è come dovrebbe essere, possiamo parlare, masticare e triturare senza accusare alcun problema.<br /> <br /> <strong>Segni di Malocclusione</strong></p>
<p>Ci sono un certo numero di chiari segni e sintomi che in una persona rivelano problemi di mascella o mandibola. Tra questi ci sono i denti molto consumati, macchie lucide o scanalature sulle otturazioni o denti irregolari . Il paziente può anche aver avuto problemi con denti rotti o otturazioni, serraggio  o digrignamento dei denti (soprattutto di notte); <br />Un problema di malocclusione può iniziare anche con un parto difficile,  un problema ereditario di denti (troppi o troppo pochi), un colpo al viso o alla mascella o  una cattiva alimentazione possono creare difficoltà. Là dove anche quando sembra che un bambino possa avere ereditato alcuni problemi, può beneficiare di un trattamento di osteofluidica cranio sacrale e dentale. Idealmente, il trattamento dovrebbe poter iniziare il più presto possibile dopo la nascita.<br />È noto da tempo che i problemi principali che i dentisti sono chiamati ad  affrontare sono soprattutto quelli dell’età dello sviluppo,essi possono in parte essere causati da difficoltà incontrate durante la nascita del bambino. Il metodo di osteofluidica cranio sacrale  di rilancio del movimento respiratorio primario  riconosce  l&#8217;importanza di tale trauma. Il processo di nascita a volte può comprimere la testa,o al contrario non modellarla sufficientemente (cesareo) e questi bambini possono avere facce asimmetriche e palati insolitamente elevati.<br />Alcuni dei seguenti sintomi in un neonato o un bambino in giovane età può suggerire problemi:<br />Allergie<br /> Difficoltà comportamentali o di apprendimento<br /> Le infezioni ricorrenti dell&#8217;orecchio<br /> Problemi agli occhi<br /> Iperattività<br /> Sintomi nasali<br /> Difficoltà a deglutire<br /> Russare<br /> Stanchezza diurna<br /> Abitudini come respirare attraverso la bocca, succhiarsi il pollice, lingua-spinta, mordersi le labbra, dormire su un solo lato del viso e la perdita precoce o tardiva di denti da latte sono segni di difficoltà che devono essere trattati il ​​più presto possibile. <br /> Se la compressione craniale è trattata con sufficiente anticipo da un osteopata i risultati possono essere duplici: liberazione immediata della restrizione, e rimodellamento progressivo delle alterazioni nella struttura delle ganasce. <br />La migliore assicurazione contro future mal curvature  della colonna vertebrale e la malocclusione, è quando l&#8217;osteopata rimuove le restrizioni fluidiche nel  neonato che impediscono il normale movimento del movimento respiratorio primario (MRP) nella testa.<br />Molte persone che non hanno avuto l&#8217;opportunità di ricevere questo trattamento da parte di un osteopata , ora sviluppano malocclusioni che richiedono un approccio  ortopedico e / o trattamento ortodontico .Se questa malocclusione non viene trattata nei bambini darà luogo a problemi di mandibola e a tanti  problemi di denti nella futura età adulta (denti rotti,malattie parodontali, grave dentatura usurata, dolori alla mandibola, mal di testa e molti altri sintomi correlati).</p>
<p><strong>Altre cause di malocclusione<br /></strong><br />Anche un trauma diretto alla mascella e al viso può causare problemi. Cadute in avanti sul mento e colpi alla mascella possono distorcere le articolazioni temporo-mandibolari (ATM) e comprimere le ossa del viso e della testa. Le estrazioni dentali possono creare  un disequilibrio di forze  tra l&#8217;interno delle ossa della bocca e del viso, quindi se possibile, sarebbe bene evitare di rimuovere  un dente  a meno che non sia assolutamente necessario. Nel caso ciò non fosse possibile l’osteopata e il vostro dentista possono lavorare insieme per porre rimedio alla situazione.</p>
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		<title>L&#8217; odontostomatologo e l&#8217; asma pediatrica</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 10:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/405880_254325104641737_100001927481019_557633_355806450_n.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-1074" rel="wp-prettyPhoto[g1073]"><img class="alignleft size-full wp-image-1074" title="asma image" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/405880_254325104641737_100001927481019_557633_355806450_n.jpg" alt="" width="176" height="286" /></a>L&#8217; asma nel bambino è una malattia di interesse di varie specialità mediche, <br />tra cui l&#8217; odontoiatria:sia che si presenti con crisi episodiche, sia nelle forme di asma cronica.<br />Essendo caratterizzata da respirazione buccale, da un&#8230;</p>]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/405880_254325104641737_100001927481019_557633_355806450_n.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-1074" rel="wp-prettyPhoto[g1073]"><img class="alignleft size-full wp-image-1074" title="asma image" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/405880_254325104641737_100001927481019_557633_355806450_n.jpg" alt="" width="176" height="286" /></a>L&#8217; asma nel bambino è una malattia di interesse di varie specialità mediche, <br />tra cui l&#8217; odontoiatria:sia che si presenti con crisi episodiche, sia nelle forme di asma cronica.<br />Essendo caratterizzata da respirazione buccale, da un punto di vista odontoiatrico le conseguenze possono essere patologie di ordine occlusale o interessare gli elementi dentari che divengono preda di lesioni cariose.<br />La respirazione buccale determina incompetenza labiale, mancata espansione del palato caratterizzato da ipoplasia verticale e sagittale che può anche divenire ogivale, <br />presentando rughe palatine in zone non fisiologiche, con affollamento dei denti:i due incisivi superiori possono assumere una posizione a V con apice labiale ed apertura dell&#8217; angolo verso il palato.<br />La contrazione dei muscoli della guancia nell&#8217; aspirazione dell&#8217;aria attraverso la bocca, impedisce la crescita fisiologica del mascellare che si presenta micrognatico quindi il bambino ha la classica &#8221;facies adenoidea&#8221; di comune riscontro nei casi di ipertrofia di queste ghiandole anche se in questo caso non sono le adenoidi ad essere in gioco, quindi dolicocefalia delle ossa facciali per abnorme crescita verticale delle stesse, naso stretto, seni iposviluppati, le tube di Eustachio non hanno pressione fisiologica.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri sintomi sono presenti di pertinenza ORL: frequenti riniti, adenoiditi, faringiti, tonsilliti,<br />flogosi ripetute a carico dell&#8217; orecchio che può sfociare in ipoacusia, ma, lo stesso motivo che determina queste patologie, causa gengiviti, micosi, herpes recidivanti nella cavità buccale e sulla rima labiale.<br />L&#8217; aria introdotta direttamente dalla bocca nelle vie aeree non viene riscaldata, umidificata, depurata: è impedito alle vibrisse di funzionare da filtro per cui i germi, particelle sospese nell&#8217; aria possono giungere senza ostacoli ai bronchi e quindi ai polmoni, causando frequenti episodi infettivi a carico dell&#8217; albero respiratorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri segni devono attirare l&#8217; attenzione del dentista:</p>
<p style="text-align: justify;">- colorito cianotico della cute e delle mucose<br />- tipo di respiro: profondità di respiro, tachi o bradipnea<br />- presenza di segni clinici di ipossiemia: tachicardia, stanchezza, cianosi, fino alla confusione<br />- ipercapnia: ipertensione, emicrania, tremori.<br />- i movimenti del torace durante l&#8217; inspirazione e l&#8217; espirazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La crescita non fisiologica del mandibolare può presentare due varianti ed il risultato è la prognazia<br />inferiore cioè la III classe di Angle o la II classe se in posizione arretrata.<br />Nel primo caso la lingua che trova accoglienza sul pavimento della bocca si sviluppa in modo<br />abnorme &#8221;lingua a ciabatta&#8221; ( può essere presente frenulo linguale corto): la macroglossia determina<br />deglutizione atipica e dislalia: (t, d, n, r, ch, l, s, z), voce nasale, può esserci sigmatismo (la “esse”<br />interdentale”) e disfonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel secondo caso la deglutizione avviene con interposizione della lingua tra gli incisivi favorendo la<br />vestibolarizzazione degli stessi.<br />I condili sono dislocati ed il menisco non è correttamente interposto tra i due capi articolari.<br />Ne risente, col tempo, il rachide cervicale che perde la lordosi fisiologica, il rachide lombare<br />diviene lordotico nella III classe, quello toracico cifotico nella II, in ambedue i casi la verticale di<br />Barrè non cade nel punto fisiologico tra i due piedi e si creano tutta una sequela di problemi di<br />postura.<br />Il bambino non ha un buon sonno essendo un russatore, soffre pertanto di astenia, carenza dell&#8217;<br />attenzione, svogliatezza, il rendimento scolastico è carente ancor più se è presente ipoacusia:<br />spesso assente da scuola per concomitanti episodi infettivi, può essere vittima di bullismo anche per la presenza di dislalia che complica il quadro già di per sé abbastanza sgradevole.<br />I denti non umettati dalla saliva vanno incontro a carie esattamente come succede nel morbo di<br />Sjogren che riconosce altra origine e si presenta in altra età.<br />Si ha un&#8217; alterazione della composizione della saliva per cui diminuzione del lysozima,<br />immunoglobuline, mucina, saprofiti utili ecc. mentre è presente flora batterica nociva tra cui<br />candida, escherichia, porphiromonas, streptococco mutans, non si ha più una fisiologica omeostasi<br />all&#8217; interno della bocca. (Epstein e Schubert, 1987).<br />Il potere tampone della saliva consiste nella sua capacità di equilibrare l&#8217;ambiente acido che<br />inevitabilmente viene a crearsi a livello orale a causa dell&#8217;acidità intrinseca di alcuni alimenti e degli<br />acidi prodotti da microrganismi acidogeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale proprietà avviene, in condizioni normali, in virtù del suo contenuto in bicarbonato e per la presenza di fosfati e proteine anfotere (Dibdin e Shellis, 1989).</p>
<p style="text-align: justify;">Per un eccesso di acidità il potere tampone della saliva non riesce a riequilibrare il ph e si ha<br />distruzione dello smalto, sul quale si innesta l&#8217; opera distruttiva dei batteri, quindi cariemultiple.<br />Diminuiscono le defensine, le istatine ( azione antimicotica), le lattoferrine, i fagociti&#8230; in più, i<br />residui alimentari non dilavati dalla saliva determinano un&#8217; accumulo di placca, che, in ambiente<br />umido a 37 gradi funziona da pabulum ottimale per lo sviluppo di patogeni come in incubatrice favorendo parodontopatie, infezioni fungine, virali a carico della lingua e delle gengive e della rima orale.<br />La saliva, in studi pubblicati <em>J. Dent. Res 1987 Aug;66:1404-6, </em>nei bambini asmatici era<br />diminuita del 26%, mentre la componente parotidea risultava inferiore addirittura del 36%.<br />Le differenze notate non erano solo quantitative: anche la composizione salivare era diversa, infatti,<br />negli asmatici le proteine totali e l’amilasi erano significativamente meno presenti.<br />Non chiara, ad oggi l&#8217; azione dei beta2-adrenergici usati nella terapia.<br /><em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8216;</em><em>&#8216; Secondo la medicina psicosomatica l&#8217;asma è legata ad una profonda paura di perdere il legame<br /></em><em>con la madre, ad un desiderio inconscio di dipendenza, l&#8217;attacco d&#8217;asma è paragonato ad un grido<br /></em><em>di aiuto soffocato rivolto alla figura materna.<br /></em><em>Le ricerche di neurofisiologia hanno messo in luce l&#8217;esistenza di connessioni tra il sistema<br /></em><em>neurovegetativo ed il sistema nervoso centrale che possono sostenere ciòche era già emerso<br /></em><em>dall&#8217;analisi dei casi clinici e cioè </em>che <em>anche gli organi interni sono capaci di espressione<br /></em><em>simbolica. </em>&#8221; (Gaetano Mormina).</p>
<p style="text-align: justify;">Dr. Emma Castagnari<br />medico chirurgo spec. Odontostomatologia</p>
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		<title>Myofascial Release</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/trigger-point-injection1.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-993" rel="wp-prettyPhoto[g994]"><img class="alignleft size-medium wp-image-993" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/trigger-point-injection1-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a>La riconquista della flessibilità adattativa dell&#8217;uomo inteso in senso totale,richiede ben  più che tecniche di allungamento casuali, rivolte ad aree specifiche. Occorre considerare implicazioni molto più vaste.<br />Lo stress è un insieme plurifattoriale  causato da vissuti personali che originano&#8230;</p>]]></description>
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<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/trigger-point-injection1.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-993" rel="wp-prettyPhoto[g994]"><img class="alignleft size-medium wp-image-993" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/trigger-point-injection1-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a>La riconquista della flessibilità adattativa dell&#8217;uomo inteso in senso totale,richiede ben  più che tecniche di allungamento casuali, rivolte ad aree specifiche. Occorre considerare implicazioni molto più vaste.<br />Lo stress è un insieme plurifattoriale  causato da vissuti personali che originano fin dall’infanzia, il vero primo trauma esistenziale può essere considerata la nascita ,infatti se si considera il vissuto del passaggio dalla fase acquatica a quella terrestre dalla fase di simbiosi con la madre alla successiva separazione,il passaggio da una fase anaerobica ad una aerobica con utilizzo per la prima volta dei polmoni,lo shock termico da una temperatura di 35-36 gradi del grembo materno a una ambientale di 23-24 di un ospedale già possiamo ben immaginare che questo giorno cosi “lieto” per tutti gli altri ,in realtà per noi molto “lieto” non sia. I fattori stressanti continuano a seconda delle difficoltà del parto: naturale oppure  eseguito con  taglio cesareo ed anestesia peridurale,sono stati necessari  ventose o forcipe? Podalico? con cordone ombelicale attorcigliato? In seguito saranno i modelli socio comportamentali educativi che ci verranno imposti a seconda se maschi o femmine a seconda della cultura della nazione in cui si nasce, regole familiari provenienti dalle consuetudini e dalle tradizioni, a cui ci uniformiamo da subito senza discussioni ,poi nel tempo stati emotivi di tristezza angosce lutti separazioni divorzi senza escludere i vari traumi fisici, incidenti di percorso ,shock psicologici più o meno intensi  che impattano ed improntano la nostra sfera psicofisica nell’intero arco della nostra esistenza.</p>
<p>L’organismo  possiede tuttavia una “intelligenza corporale bio-logica” e tenta di dare una risposta specifica a salvaguardia delle proprie funzioni vitali a questi eventi perturbanti, creando “barriere di sicurezza fluidiche” dappertutto al fine di salvaguardare se stesso dalla possibilità di essere raggiunto dagli effetti paralizzanti che queste informazioni sono in grado di produrre su di lui. Questa modalità difensiva richiede un grande livello di energia biologica per essere mantenuta in efficienza ,questo fa si che il miglior livello energetico di cui disponiamo venga parassitato da queste barriere di sicurezza  inducendo sul lungo periodo una diminuzione delle nostre  forze immunitarie e capacità adattative psicofisiche alle diverse situazioni che si affacciano sul palcoscenico della nostra esistenza.<br />Venendo meno la disponibilità delle nostre migliori possibilità di scelta, a seconda del caso siamo costretti a comportamenti compulsivi o reattivi  generatori delle relative conseguenze.<br />E’  la progressiva mancanza di adattabilità che determina il nostro agire sempre più in modo “reattivo”anziché  calmo e centrato che in taluni altri momenti abbiamo sperimentato esistere in noi.<br />L&#8217;energia adattativa, considerata una eredità biologica dell&#8217;uomo, può essere ridistribuita in tutto il corpo, riportandola nei segmenti corporei in cui è necessaria.<br />Gli effetti principali della sindrome da stress è da ricercarsi proprio in un&#8217;alterazione del tessuto connettivo e, in particolare, delle fasce.<br />La tensione tra i segmenti corporei altera il modello di movimento. In un corpo irregolare, ogni movimento evoca risposta, non solo dai muscoli direttamente coinvolti (e i loro antagonisti), ma anche da un coro di altre unità.</p>
<p>Semplice liberazione energetiche ricevute a frequenza variabile con sessioni di un ora circa, diventano una pratica di trattamento per disturbi acuti di mal di schiena, mal di testa o torcicollo efficaci contro i disturbi cronici, quali colite, problemi mestruali dismenorrea o amenorrea, ritenzione idrica linfatica,stipsi ed in generale per problemi d&#8217;origine psicosomatica,quali stati d’ansia blocchi emozionali e diaframmatici,fobie e insonnia, post parto per verificare gli eventuali disassamenti del bacino.Un alleggerimento fondamentale dello stress fisico dipende dall&#8217;allineamento verticale dei centri di gravità di tutti i maggiori blocchi ponderali (testa, torace, pelvi). Successivamente, a questo tipo di allineamento, può solamente seguire un riaggiustamento bilanciato delle restrizioni delle tensioni mio fasciali. L&#8217;enfasi qui è alleggerire la spinta verso il basso, l&#8217;effetto distruttivo della gravità e così, diminuire la quantità di disorganizzazione del sistema. A questo punto, appena scompare il modello negativo, emerge un nuovo effetto.Il contatto e le pressioni della tecnica Myofascial Release stimolano il risveglio delle risorse vitali che ogni persona porta dentro di sé ed alle quali il corpo può finalmente attingere per auto-ripararsi, auto-guarirsi:La formazione professionale a questa tecnica è aperta a tutti i praticanti di terapie corporee naturopati estetiste fisioterapisti  e le sessioni sono consigliate a qualunque età,non esistono rischi manipolativi essendo una pratica dolce e fluidica</p>
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		<title>Cellule staminali del cordone ombelicale, dove conservarle?</title>
		<link>http://www.osteopatiafluidica.com/article-magazine/cellule-staminali-cordone-ombelicale-conservarzione/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 22:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160;</p>
<div id="_mcePaste"><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/images-2.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-974" rel="wp-prettyPhoto[g970]"><img class="alignleft size-full wp-image-974" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/images-2.jpg" alt="" width="201" height="251" /></a>Molto importante e di grande attualità, è la tematica della conservazione del cordone ombelicale. Nel sangue cordonale, infatti, vi sono cellule staminali in grado di originare cellule di più tessuti e di modulare la risposta immunitaria. Queste</div><p>&#8230;</p>]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<div id="_mcePaste"><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/images-2.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-974" rel="wp-prettyPhoto[g970]"><img class="alignleft size-full wp-image-974" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/images-2.jpg" alt="" width="201" height="251" /></a>Molto importante e di grande attualità, è la tematica della conservazione del cordone ombelicale. Nel sangue cordonale, infatti, vi sono cellule staminali in grado di originare cellule di più tessuti e di modulare la risposta immunitaria. Queste cellule sono considerate, ad oggi, un importante mezzo nelle mani della medicina moderna 1. Ma come avviene la conservazione del cordone ombelicale? Alla nascita del bambino, il suo sangue cordonale viene raccolto, seguendo procedure sicure per mamma e neonato, in una sacca ematica e sottoposto ad analisi di laboratorio. Successivamente, giunto ad una banca che si occupa di conservazione del cordone ombelicale, il campione di sangue viene collocato in biocontainers e conservato a -196°C. La normativa vigente nel nostro Paese, permette alle famiglie Italiane o di donare il sangue cordonale del proprio figlio presso strutture pubbliche oppure di conservarlo in banche del cordone ombelicale private situate all&#8217;estero. A seguito della donazione pubblica, lo Stato diviene proprietario del sangue raccolto che viene messo a disposizione per trapianto alla collettività. Il campione di sangue conservato presso una banca del cordone ombelicale privata, rimane invece a completa disposizione dei genitori del bambino da cui è stato raccolto. In aggiunta, al compimento del 18esimo anno di età, il donatore ne assumerà la piena proprietà. Infine, il sangue cordonale conservato privatamente, può essere infuso sia nel donatore che le ha generate che in un suo famigliare, di solito un fratello o una sorella. (trapianto allogenico famigliare), come avviene nella maggior parte dei casi (Fonte EBMT – Survey on transplant activity 2009). La scelta della modalità di conservazione del cordone ombelicale (pubblica o privata) è una scelta intima della famiglia che, necessariamente, dovrà avere a disposizione informazioni complete e chiare su entrambe le modalità al fine di evitare un condizionamento.</div>
<div id="_mcePaste">Per ulteriori approfondimenti: www.sorgente.com</div>
<div id="_mcePaste">Note</div>
<div id="_mcePaste">1. Francese, R. and P. Fiorina (2010). &#8220;Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells.&#8221; Clin Immunol 136(3): 309-22.</div>
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		<title>Il karma</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 23:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/Triple-Spiral-Symbol.png" rel="facebox" rel="attachment wp-att-960" rel="wp-prettyPhoto[g959]"><img class="alignleft size-medium wp-image-960" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/Triple-Spiral-Symbol-300x281.png" alt="" width="300" height="281" /></a>Ogni nostra azione parola pensiero o omissione ha un prezzo ,sta a noi pagarlo o riscuoterlo ! Fuori dal tempo e dallo spazio,esiste una parte di noi, integrarne l&#8217;esistenza nel nostro quotidiano, significa autorizzarsi, permettersi di evolvere .Non integrarla&#8230;</p>]]></description>
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<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/Triple-Spiral-Symbol.png" rel="facebox" rel="attachment wp-att-960" rel="wp-prettyPhoto[g959]"><img class="alignleft size-medium wp-image-960" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/Triple-Spiral-Symbol-300x281.png" alt="" width="300" height="281" /></a>Ogni nostra azione parola pensiero o omissione ha un prezzo ,sta a noi pagarlo o riscuoterlo ! Fuori dal tempo e dallo spazio,esiste una parte di noi, integrarne l&#8217;esistenza nel nostro quotidiano, significa autorizzarsi, permettersi di evolvere .Non integrarla o peggio rifiutarla , significa in ultima analisi predisporsi a pagare un prezzo molto salato ! Buona lettura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Aspetti teorici</strong></p>
<p>C’è una legge naturale che spiega le infinite differenze fra il carattere e il destino degli esseri umani: la legge del karma, che regola e collega le cause ai loro effetti.</p>
<p>“Karma” è una parola sanscrita che deriva dalla radice verbale “kri”: fare. La parola “karma” indica perciò le azioni e i loro effetti in questa o altre vite. La legge del karma equilibra l&#8217;azione e la reazione, la causa e l&#8217;effetto, ed è il principio di causalità che lega le azioni ai loro risultati: la reazione è sempre equivalente all’azione. La legge del karma, legge fisica e mentale, è un corollario della legge che regola l&#8217;organizzazione dinamica che mantiene la creazione: chiamata dagli Indù Dharma e nota agli Egizi come Maat. Nella lingua della tribù Lakota la legge del karma viene chiamata okawige. <br /> Uno o più eventi (cause) producono uno o più eventi (effetti) che a loro volta diventano cause, disponendosi in modo ricorsivo in catene circolari o più complesse, che possono prendere l’arco di migliaia di anni. Ogni azione produce risultati, interni ed esterni, che a loro volta diventano cause che si ripercuotono in modo complesso sul mondo esterno per ritornare infine all’agente dell’azione. Il caso è un nome per una legge non riconosciuta: esistono molti piani di causalità e nulla sfugge alla legge del karma.</p>
<p>Secondo il corso di questa legge, ogni essere umano mediante i propri pensieri (azioni mentali), sentimenti (azioni affettive), parole (azioni verbali) e comportamento (azioni fisiche) diviene l’artefice del proprio destino. Le energie, saggiamente o insensatamente messe in moto, ritornano al punto di partenza come un cerchio che inesorabilmente si chiude. Gli effetti delle azioni seguono le anime da un’incarnazione all’altra finché non saranno soddisfatti o trascesi spiritualmente.</p>
<p>L’insieme delle azioni compiute dagli esseri umani nella famiglia, nel gruppo, nella comunità, nella nazione, nella razza e nel mondo in generale costituiscono il karma familiare, di gruppo, di comunità, di razza, nazionale e di massa, una vera e propria coercizione ripetitiva sistemica, che produce effetti circoscritti o estesi secondo le loro caratteristiche qualitative e quantitative. Ciascuno dei livelli citati (individuo, famiglia, comunità, ecc.) è strettamente legato agli altri in forme di organizzazione in cui non esiste una netta delimitazione o interruzione tra loro, ma è presente una compenetrazione di tipo circolare dove le parti dipendono dal tutto, che a sua volta dipende dalle parti in interazione. I pensieri, i sentimenti, le parole e il comportamento di ogni essere umano contribuiscono, perciò, a seminare i risultati che le famiglie, le nazioni e l&#8217;umanità dovranno raccogliere.</p>
<p><strong>Aspetti pratici</strong></p>
<p>Gli eventi che la vita ci propone sono sempre opportunità a cui siamo chiamati per compiere una trasformazione personale. La legge del karma, infatti, è una legge di apprendimento e non è da intendersi come punizione o espiazione. La comprensione di questa legge serve a liberare la nostra anima dal risentimento verso Dio, gli altri uomini e noi stessi. Liberarsi dal risentimento significa aprire il nostro cuore all&#8217;amore e al perdono: questa è la vera trasformazione a cui siamo chiamati.</p>
<p>Noi apprendiamo attraverso le nostre azioni, sperimentandone le conseguenze formiamo e trasformiamo il nostro carattere. I nostri pensieri, sentimenti, parole e comportamenti “seminano” nell’anima le predisposizioni da cui germoglieranno le nostre abitudini, il nostro carattere e il nostro destino. Questo è il motivo profondo del perché tutte le religioni insegnano la condotta morale. La legge del karma ci spinge ad assumere la responsabilità delle nostre azioni, e a mostrare a noi e a tutti gli esseri compassione e amore. Disse Hillel: &#8220;Se non sono per me stesso, chi lo sarà? E se sono solo per me stesso, che cosa sono?&#8221;.<br /> Indipendentemente da chi o da che cosa siamo, pur essendo in parte condizionati dalle circostanze create dagli effetti delle azioni che abbiamo compiuto nel passato, mentalmente possiamo fare tutto ciò che vogliamo. Tutte le azioni hanno origine dalla mente nella quale sono racchiuse sia le catene della schiavitù sia le chiavi della liberazione. Servendoci delle opportunità che ci sono offerte in questa e nelle prossime vite, abbiamo sempre e in ogni caso la possibilità di migliorare il nostro destino e quello del mondo in cui viviamo.</p>
<p>La vita ci porta periodicamente ad incontrare gli ostacoli interni che non abbiamo superato. Questo succede restituendoci ciò che abbiamo commesso e attraverso lo scambio dei ruoli: per es. se abbiamo rubato, subiremo un furto simile, poi in futuro ci troveremo in una condizione analoga dove avremo ancora la possibilità di rubare; oppure, siamo stati uccisi da un’autorità, in futuro vestiremo i panni dell’autorità e ci troveremo nella condizione di scegliere se agire allo stesso modo. Lo scambio dei ruoli ci dà la possibilità di comprendere le parti della personalità che impersoniamo nelle relazioni, dal momento che gli altri ci fanno da specchio. Come uomini, partecipi della natura umana, siamo corresponsabili delle azioni altrui, perché anche noi portiamo nel nostro essere invariate e inamovibili le capacità e le inclinazioni al male. Questa comprensione profonda ci umanizza rendendoci clementi rispetto agli errori altrui. Lo scopo di questo psicodramma cosmico è quello di trascendere le identificazioni con parti della personalità, insegnarci ad immedesimarci negli altri, ad aprire il nostro cuore al sentire, alla compassione, all&#8217;amore, al perdono e, quindi, contattare il Sé, che è l&#8217;Uno in tutti.</p>
<p>Il modo in cui viviamo la vita, attraverso le nostre convinzioni, sentimenti, desideri, motivazioni, intenzioni, decisioni e azioni, innaffia costantemente nella nostra anima i “semi” delle corrispondenti predisposizioni. Quando questi “semi” troveranno il giusto ambiente avranno la possibilità di germogliare e crescere. Continuare a coltivare i medesimi sentimenti, pensieri, desideri e azioni forma e trasforma il nostro carattere. Il nostro carattere è, dunque, l’espressione della storia della nostra anima, del destino che ci siamo autocreati. Analizzando le nostre forti tendenze presenti, possiamo dedurre con sufficiente esattezza quale tipo di vita abbiamo condotto prima.</p>
<p>Il destino che abbiamo costruito può essere paragonato ad una spirale, o meglio ad una combinazione integrata di vari tipi di spirali. Spirali evolutive e involutive, costruttive e distruttive, si costruiscono e si mantengono prendendo il tempo di alcune vite oppure di migliaia di anni. Attraverso una vita e l’altra noi abbiamo contribuito a generare le condizioni, interne ed esterne, affinché determinati avvenimenti possano accadere.</p>
<p>Vediamo ora tre esempi di spirali che possono generarsi nel corso delle rinascite da:</p>
<p>1. Un’azione costruttiva, che procura giovamento e crea benessere (spirale karmica evolutiva).<br /> 2. Un’azione distruttiva, che danneggia, lede e crea sofferenza (spirale karmica involutiva).<br /> 3. Una spirale karmica involutiva trasformata in modo evolutivo: la trasmutazione alchemica dell&#8217;anima.</p>
<p><br /> Questi tre esempi non sono la realtà, ma rappresentano una descrizione intesa a semplificare, a ridurre la complessità degli eventi, per comprendere le evoluzioni e le involuzioni karmiche soggettive. Ogni passaggio schematizza in senso cronologico i punti salienti che determinano il punto successivo. A fianco di ogni avvenimento personale agito e subito sono indicati i contenuti affettivi dell’esperienza (questi sono gli indicatori che consentono di riconoscere quali meccanismi di difesa e parti della personalità entrano in gioco), per comprendere in che modo può avvenire la trasformazione del carattere e della personalità nel corso del tempo. Purtroppo in questa sede non è possibile approfondire adeguatamente la complessità delle dinamiche relazionali che s&#8217;instaurano lungo le diverse spirali karmiche. E&#8217; importante tenere presente che sussiste sempre una profonda correlazione dinamica e circolare tra parti interne, ruoli giocati nelle relazioni, qualità delle relazioni, personaggi coinvolti, contesto relazionale ed eventi scatenanti.</p>
<p><strong>Semplificazione di una possibile spirale karmica evolutiva</strong></p>
<p>1. All’inizio è presente un desiderio, una motivazione, un’intenzione, una decisione e una convinzione particolare verso una precisa area della vita.<br /> 2. Poi si agisce, in quell’area della vita, una o più azioni che creano giovamento &#8211; i contenuti affettivi possono essere vari: l’interesse e la comprensione, oppure la benevolenza, la generosità e l’altruismo, oppure lo spirito di servizio.<br /> 3. In seguito si riceve giovamento, in modo simile al precedente &#8211; i contenuti affettivi sono: il piacere, la soddisfazione, la gratitudine e l’apertura.<br /> 4. A questo punto l’anima sancisce un “patto interiore” costruttivo &#8211; i contenuti affettivi sono: una ferma decisione dettata dalla fiducia e dalla benevolenza.<br /> 5. Poi si agiscono ulteriori giovamenti &#8211; i contenuti affettivi sono: l’interesse, l’altruismo, la benevolenza e l’affettuosità.<br /> 6. Dopodiché si alternano giovamenti ricevuti/giovamenti procurati &#8211; i contenuti affettivi sono: il progressivo aumento del senso di rispetto, dell’umiltà, della compassione, dell’amore e della pace.<br /> 7. Si agisce e si riceve lealtà in quell’area della vita &#8211; i contenuti affettivi sono: la fedeltà e la gratitudine.<br /> 8. Aumentano il numero d’azioni costruttive in quell’area della vita – i contenuti affettivi sono: il progressivo aumento dell’entusiasmo, della bontà e dell’amore.<br /> 9. Vi è poi, verso quell’area della vita, un incremento dell’investimento e del senso di responsabilità &#8211; i contenuti affettivi sono: il senso di dignità, la fede, l’entusiasmo, il coraggio, la bontà, l’amore, il senso di purezza e la gioia.<br /> 10. Continuiamo poi a ricevere ulteriori giovamenti &#8211; i contenuti affettivi sono: il senso di dignità, la gratitudine, l’amore e la gioia.</p>
<p><strong>Semplificazione di una possibile spirale karmica involutiva </strong></p>
<p>1. Inizialmente è presente un desiderio, una motivazione, un’intenzione, una decisione e una convinzione particolare verso una precisa area della vita.<br /> 2. In quell’area si agisce uno o più danni &#8211; i contenuti affettivi possono essere vari: l’indifferenza affettiva o l’assenza di compassione, oppure l’orgoglio o la presunzione, oppure la volontà di dominare e la sete di potere.<br /> 3. In seguito si riceve un danno simile a quello procurato in precedenza &#8211; i contenuti affettivi sono: la sofferenza, il senso d’ingiustizia, il senso d’impotenza e la rabbia.<br /> 4. A questo punto l’anima sancisce un “patto interiore” distruttivo &#8211; i contenuti affettivi sono: una ferma decisione dettata dall’odio e dal risentimento.<br /> 5. Si agiscono allora ulteriori danni &#8211; i contenuti affettivi sono: il disprezzo, l’odio e il risentimento, che possono essere mascherati dai sensi di colpa.<br /> 6. Dopodiché si alternano danni subiti/danni agiti &#8211; i contenuti affettivi sono: la sofferenza, l’orgoglio ferito, il vittimismo, il risentimento, l’autocommiserazione e il senso d’umiliazione che si alternano all’odio e al rancore.<br /> 7. Si agiscono e si ricevono tradimenti in quell’area della vita &#8211; i contenuti affettivi sono: il rancore e il risentimento.<br /> 8. Si muove e si riceve criticismo in quell’area della vita &#8211; i contenuti affettivi sono: il risentimento e il disprezzo, mentre progressivamente aumenta l’autocommiserazione e il senso di fallimento.<br /> 9: 9a. Vi può essere dell’iperprotettività o per contro delle omissioni d’aiuto nei confronti di persone connesse a quell’area vitale – i contenuti affettivi sono: il disprezzo e il risentimento mascherati dall’angoscia.<br /> 9b. Vi è poi un progressivo disinvestimento e rifiuto verso quell’area della vita &#8211; i contenuti affettivi sono: l’angoscia, il pessimismo, il senso d’indegnità, la vergogna e la depressione.<br /> 10. Si continuano a ricevere ulteriori danni &#8211; i contenuti affettivi sono: la sofferenza, il senso d’indegnità, l’autodegradazione e a volte il suicidio.</p>
<p><strong>Semplificazione di una possibile spirale karmica involutiva trasformata in modo evolutivo</strong></p>
<p>1. Ad un certo punto della spirale involutiva si riconosce e si ammette la propria impotenza e che la vita non è controllabile, quindi emergono un desiderio, una motivazione, un’intenzione, una decisione e una convinzione di cambiamento verso un’area particolare della vita &#8211; i contenuti affettivi sono: la stanchezza della sofferenza, senso d&#8217;impotenza, la fiducia in un possibile cambiamento, il progressivo abbandono dell’autocommiserazione, del vittimismo e del senso d’indegnità.<br /> 2. Si giunge a credere che qualcuno o qualcosa di più grande possa aiutare, quindi ci si assume la responsabilità di confrontarsi con l’area della vita che si tende ad evitare e ci si affida a qualcuno o a qualcosa di più grande &#8211; i contenuti affettivi sono: la fiducia in qualcuno o qualcosa di più grande, l’umiltà e il coraggio di affrontare la paura e la sofferenza, l&#8217;affidamento e la resa.<br /> 3. Inizia un inventario personale profondo e coraggioso. E&#8217; possibile il confronto con i danni subiti e la propria sofferenza: si abbraccia il dolore e poi lo si lascia andare &#8211; i contenuti affettivi sono: la paura, l’angoscia, il coraggio, la sofferenza, il sollievo conseguente il &#8220;lasciar andare&#8221; il dolore.<br /> 4. Quindi il confronto con la propria rabbia: si abbraccia la rabbia e poi la si lascia andare &#8211; i contenuti affettivi sono: la paura, l’angoscia, il coraggio, il rancore, l’odio, la rabbia, la pace conseguente il &#8220;lasciar andare&#8221; la rabbia.<br /> 5. Ci si confronta con i propri agiti, quindi si riconosce e si ammette di fronte a se stessi e a qualcun altro la natura esatta dei propri torti &#8211; i contenuti affettivi sono: lo sgomento, il senso d’indegnità e di colpa, la vergogna, l’angoscia.<br /> 6. Si è completamente pronti ad accettare che qualcuno o qualcosa di più grande possa trasformare il carattere, quindi matura una maggiore responsabilità verso i propri agiti e si chiede che questa trasformazione profonda possa avvenire &#8211; i contenuti affettivi sono: l&#8217;umiltà, la fede e il coraggio.<br /> 7. Si modifica volontariamente il “patto interiore” dell’anima per sancirne uno costruttivo &#8211; i contenuti affettivi sono: l’umiltà e il coraggio conseguenti al &#8220;lasciar andare&#8221; il risentimento, l’apertura del cuore, la gratitudine, la compassione per sé e per gli altri, una decisione dettata dalla fede.<br /> 8. Si decide di fare ammenda verso coloro che sono stati lesi e ci si assume, perciò, la piena responsabilità della propria parte di vittima e carnefice &#8211; i contenuti affettivi sono: l&#8217;umiltà, la fiducia, il senso di dignità, la compassione per sé e per gli altri, l’amore per sé e per gli altri, la pace, il senso di purezza, il perdono di sé.<br /> 9. Continua il proprio inventario personale profondo e coraggioso e quando si è in torto lo si ammette immediatamente; cambiano profondamente i desideri, le motivazioni, le intenzioni, le decisioni e le convinzioni verso quell’area della vita, che hanno contribuito a creare la spirale involutiva &#8211; i contenuti affettivi sono: l&#8217;umiltà, la fede, il coraggio, il perdono degl&#8217;altri e la gioia.<br /> 10. Sorge il desiderio di migliorare il contatto e la conoscenza della Volontà Superiore, cambiano le relazioni in quell&#8217;area della vita, si ottiene un risveglio spirituale e attraverso questo si rende aiuto ad altri – i contenuti affettivi sono: la fede in una Volontà Superiore, il senso di purezza, la bontà, l’amore, la gioia.</p>
<p>La redenzione dell&#8217;anima passa attraverso la ricomposizione del bene e del male in noi e la sofferenza della contraddizione. Il conflitto, in tal modo, non viene espulso, né risolto attraverso l&#8217;esclusione, ma assunto in toto all&#8217;interno della coscienza che, come un vaso alchemico, promuove la reazione tra gli elementi opposti e consente l&#8217;emergere della Pietra Filosofale. Redimere il male non significa quindi sconfiggerlo o distruggerlo, ma riconoscerlo e assimilarlo in noi, accettando volontariamente e in piena coscienza, di essere trasformati dall&#8217;incontro degli opposti.</p>
<p>La trasformazione di una spirale karmica da involutiva ad evolutiva è un&#8217;opera alchemica che può richiedere pochi anni, come tutta una vita o più vite. Per poter essere perdonati bisogna aver sperimentato la caduta, la comprensione pienamente cosciente degli atti compiuti, il sentimento della propria fragilità e il dolore per il male causato. Carl G. Jung scrisse: &#8220;Senza peccato non esiste pentimento, e senza pentimento non esiste la grazia redentrice&#8221;. L&#8217;ostacolo maggiore e più frequente che s&#8217;incontra è la ribellione, che nasce dalla paura d&#8217;incontrare il proprio dolore, di stare con la propria vulnerabilità, e dall&#8217;incapacità di lasciar andare il rancore e il risentimento. Continuare a nutrire le nostre ferite e il rancore attraverso il risentimento, infatti, è uno dei modi involutivi (insieme alla svalutazione, il criticismo, il sarcasmo, il pettegolezzo, la lamentazione, ecc.) che utilizziamo per accrescere la nostra autostima.</p>
<p>La cosa più importante da sapere sulla reincarnazione è che questa vita è una nuova occasione che c’è concessa, per accettare il male e coltivare il bene che abbiamo portato con noi dalle altre vite. Tutte le nostre buone qualità sono un’eredità del passato, ma anche le tendenze involutive, che sembrano sfuggire ad ogni controllo, vengono dal passato. Il risentimento è il collante che tiene assieme tutte le catene del karma, il balsamo per curare questa malattia spirituale è l&#8217;amore. Tutto il karma può essere trasformato attraverso un pieno atto d&#8217;amore e di perdono, prima di tutto verso noi stessi.</p>
<p>La legge del karma ci insegna che noi siamo i nostri giudici implacabili. Per questo motivo abbiamo così tanto bisogno di essere perdonati; abbiamo bisogno principalmente del nostro perdono. Ma non possiamo semplicemente volerlo, perché è oltre noi stessi, oltre la nostra capacità di controllo, oltre la nostra capacità di farlo accadere. Possiamo solo renderci disponibili ad abbracciare la sofferenza, a lasciar andare il risentimento e a perdonarci.</p>
<p>In quest’incarnazione abbiamo acquisito nuove qualità, ma i tratti salienti del carattere che avevamo nella vita precedente ci hanno accompagnato in quell’attuale. Questo è il motivo perché a volte scopriamo d’essere vittime impotenti di forti avversità. Certo, se non avremo la possibilità o la voglia d’imparare le nostre lezioni in questa vita, avremo sicuramente altre opportunità d’impararle in altre esistenze, ma le lezioni da imparare possono essere molto dure. E&#8217; meglio cercare di superare ora queste avversità, piuttosto che lasciare che esse ci perseguitino anche nella prossima incarnazione. Ogni ostacolo che incontriamo nella nostra vita non è altro che lo specchio di un ostacolo interiore. E&#8217; della massima importanza cercare di comprendere quali sono i nostri ostacoli interni, piuttosto che concentrarci su quelli esterni, perché quest&#8217;ultimi si risolveranno di conseguenza se affronteremo in modo responsabile i primi. Gli ostacoli interni sono sempre quelli che ostacolano l&#8217;apertura del cuore, che impediscono d&#8217;incontrarci col cuore. Questi ostacoli, ed ogni altro aspetto della nostra personalità, non possono essere controllati, sopraffatti e tantomeno eliminati, piuttosto possono essere trasformati attraverso un incontro umile e profondo.</p>
<p>Un modo concreto di utilizzare la saggezza, è quello di individuare gli aspetti oscuri della nostra anima, l&#8217;ombra, che abbiamo portato con noi dal passato, per conoscerli, accoglierli, comprenderli e integrarli. Possiamo imparare molto da questa vita, se cerchiamo di sviluppare il cuore, l’umiltà, la saggezza e la coscienza dell’anima. Analizziamoci dunque e impariamo a capire cosa eravamo prima, potremo allora cominciare a rimodellare idealmente la nostra vita.</p>
<p>Quando Pietro chiese a Gesù quante volte doveva perdonare suo fratello, sembrava stesse chiedendo una regola che lo autorizzasse, ad un certo punto, ad uscire elegantemente dalla relazione con lui. Pietro parve sicuro della risposta, infatti anticipò Gesù dicendo: &#8220;Fino a sette volte?&#8221;. Perdonare per sette volte risultava a Pietro un buon criterio per una persona compassionevole e generosa. Gesù, invece, gli rispose di perdonare suo fratello sempre (&#8216;settanta volte sette&#8217; era un modo di dire dell&#8217;epoca, come per noi oggi &#8216;un milione di volte&#8217;). Gesù non razionalizza la compassione, non fa calcoli, non dimostra, non spiega e va oltre la ragione. Questo consiglio, che sembra intransigente, in effetti significa: &#8220;Continua sempre a stare in relazione con tuo fratello&#8221;. Gesù si rifiuta di misurare la compassione, perché la logica mercantile non si può applicare all&#8217;amore. Egli, invece, insegna ad essere misericordiosi come lo è Dio; la parola aramaica (la lingua usata da Gesù) per &#8216;misericordia&#8217; è rakhme, che significa letteralmente &#8216;ardore che si espande ed irradia calore&#8217;: un caldo amore espansivo. Gesù ci indica come amare, ma non ci obbliga a farlo, perché questa è una nostra libera scelta. La parola aramaica per &#8216;perdono&#8217; è ashboq, che significa letteralmente &#8216;riunire verso il centro interno&#8217;: un abbraccio inclusivo. In tal modo Gesù c&#8217;insegna ad amare e a redimere la nostra anima: &#8220;Ama te stesso, perdonati fino a settanta volte sette&#8221;.</p>
<p>Il piano divino non prevede esclusioni: come Dio è sempre in relazione con l&#8217;uomo, così l&#8217;uomo non può che essere sempre in relazione con se stesso e con i suoi simili. Nessuno può essere escluso, rimosso, sostituito o dimenticato. Nel piano divino tutti hanno lo stesso valore e lo stesso diritto di appartenenza. La legge del karma ci spinge, infatti, a confrontarci con noi stessi, con gli altri e con la vita, fino a raggiungere il massimo accordo con l&#8217;esistenza e con tutte le nostre relazioni. Non è possibile, infatti, una spiritualità senza relazioni, senza reciprocità. La reciprocità della vita insegna che siamo perdonati solo se siamo aperti a perdonare, ma siamo capaci di perdonare solo nell&#8217;essere perdonati; otteniamo solo dando e diamo solo ottenendo. L&#8217;esistenza, quindi, non è un gioco dove la sconfitta di uno corrisponde alla vittoria di un altro, ma è un gioco &#8220;a somma diversa da zero&#8221;, dove si vince tutti o si perde tutti. Tentare di sopraffare gli altri conduce tutti alla sconfitta, perciò il segreto per vincere è vincere insieme. Questo genere di sensibilità estetica, verso tutte le nostre relazioni e la vita stessa, si acquisisce attraverso l&#8217;esperienza dell&#8217;apertura del cuore.</p>
<p>La comprensione profonda delle spirali karmiche che stiamo vivendo, ossia del nostro tema karmico, porta alla scoperta del mito personale, che non corrisponde alla storia degli eventi, bensì, alla storia simbolica di noi stessi, dove le risorse e gli ostacoli interni ed esterni trovano il loro senso archetipico, attraverso cui si esprime il progetto del Sé. Come uomini partecipiamo, infatti, al destino e al dramma dell&#8217;intera umanità e possiamo sentirci come l&#8217;anello di una catena infinita nell&#8217;opera di redenzione globale del male.</p>
<p>La finalità della legge karmica è di permetterci di realizzare che tutti gli aspetti della vita, tutte le nostre relazioni, noi stessi e tutti coloro che incontriamo, sono diverse manifestazioni del Sé, di Dio. Essere illuminati, infatti, significa sentire e sapere nel nostro cuore che siamo il Sé, significa sentire la nostra onnipresenza e incontrare tutte le nostre relazioni dal piano del cuore. Questo è lo scopo della reincarnazione nell&#8217;universo fisico. Raggiunta la realizzazione del Sé l&#8217;anima sarà libera dalla reincarnazione forzata nell&#8217;universo fisico, allora il suo viaggio potrà continuare su altri piani di realtà.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Unità e Salute</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 21:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/scherzi-della-natura.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-937" rel="wp-prettyPhoto[g936]"><img class="alignleft size-medium wp-image-937" title="reflex" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/scherzi-della-natura-300x294.jpg" alt="" width="240" height="235" /></a>Le quattro vitamine A B C D  forse corrispondono ai quattro temperamenti umani fondamentali sui quali tanto insisteva la medicina antica?</p>
<p>Una buona salute è il risultato del gioco armonioso e della giusta proporzione dei quattro elementi essenziali.</p>
<p>Non&#8230;</p>]]></description>
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<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/scherzi-della-natura.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-937" rel="wp-prettyPhoto[g936]"><img class="alignleft size-medium wp-image-937" title="reflex" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/scherzi-della-natura-300x294.jpg" alt="" width="240" height="235" /></a>Le quattro vitamine A B C D  forse corrispondono ai quattro temperamenti umani fondamentali sui quali tanto insisteva la medicina antica?</p>
<p>Una buona salute è il risultato del gioco armonioso e della giusta proporzione dei quattro elementi essenziali.</p>
<p>Non può esserci un obiettivo punto di vista se non si passa da una teoria a una verifica.</p>
<p>Lo stesso Aristotele aveva già sentenziato che ciò che è durevole nella forma, esprime ciò che è immutato nella natura dell’etere.</p>
<p>La caratteristica che domina la fisica antica è sempre l’affermazione di una natura composta di quattro elementi (il famoso quaternario);l’applicazione di questo postulato alla medicina ha dato luogo a quattro archetipi umani (temperamenti) che differiscono per via umorale,a seconda che predomini o difetti più l’uno che l’altro dei quattro elementi fondamentali.</p>
<p>Per il vasto spirito di analogia che dominava la scienza antica,l’intima unione e corrispondenza della natura con l’uomo era facilmente riscontrabile.</p>
<p>L’osservazione più semplice mostrava nel corso del Sole due cicli ben distinti,il giorno e la notte e una serie di giorni lunghi di fronte a una serie di giorni corti:due solstizi intermediati da due equinozi.</p>
<p>La distinzione delle quattro stagioni , mostrava anche che se l’estate è calda e secca e l’inverno freddo e umido,la primavera è a sua volta calda e umida , come l’autunno freddo e secco.</p>
<p>Ciò che accade nelle linfe e nel fiato del cosmo,si riproduce nelle linfe e nel respiro umano:per dare luogo a quattro tipi di uomini in cui predominerà,per così dire o più estate o più inverno o più primavera o più autunno.</p>
<p>D’altra parte il Sole che si leva al mattino,culmina l’orizzonte a mezzogiorno,mentre cala al tramonto e sparisce la notte;determina quattro periodi che dividono il cerchio dell’orizzonte nei quattro punti cardinali Oriente Occidente,Mezzogiorno e Settentrione con tipi relativi di climi e di venti.</p>
<p>Come le stagioni si succedono l’una all’altra secondo un ordine stabilito,cosi le qualità fondamentali della materia passano dal solido al liquido,poi al gas e all’etere e in termini concreti e graduali sono rispettivamente Terra ,Acqua, Aria,Fuoco.</p>
<p>A queste distinzioni gli antichi facevano corrispondere le quattro fasi della vita umana:infanzia o inverno (fredda e umida), pubertà o primavera (umida e calda), maturità (calda e secca),vecchiaia o autunno (freddo e secco) .Ne segue che ogni età soffre le sue malattie predominanti che riguardano quattro funzioni fondamentali; nutrizione respirazione circolazione escrezione dei prodotti di rifiuto.</p>
<p>E come per vicende atmosferiche può accadere che si turbi o si alteri il corso naturale delle stagioni,cosi anche nella vita umana vi sono inverni o infanzie piene di sole e primavere; o, al contrario ,estati o maturità che si prolungano oltre l’autunno e costituiscono quella che è comunemente chiamata l’estate di San Martino.</p>
<p>Anche nella lingua parlata sono rimasti il buono o il cattivo umore,l’individuo focoso e quello freddo,e Giulio Cesare racconta Plutarco,soleva dire “Io non ho paura degli uomini ben portanti e dalla bella capigliatura,ma di quelli dalla faccia gialla e magra”.</p>
<p>Tutte queste nozioni si potrebbero riallacciare benissimo alle ultime definizioni della biotipologia moderna anche sul terreno endocrino, ma è utile soprattutto evidenziare la superiorità della scienza antica che, senza separazioni, applicava una stessa concezione tanto sul piano materiale che su quello spirituale dei sistemi filosofici e religiosi.</p>
<p>“Panta Rei”  Tutto scorre. Eraclito.</p>
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		<title>Self Portrait’s Rebalancing</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 21:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/adn7.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-930" rel="wp-prettyPhoto[g929]"><img class="alignleft size-medium wp-image-930" title="dna" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/adn7-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></a>Un metodo di riequilibrio originale ed evolutivo, creato a partire dai lavori di Maurice Poyet e Bert Hellinger. Obiettivo del seminario è quello di consentire ai partecipanti di svolgere in completa autonomia una sessione di Rebalancing self Portrait’s, una&#8230;</p>]]></description>
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<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/adn7.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-930" rel="wp-prettyPhoto[g929]"><img class="alignleft size-medium wp-image-930" title="dna" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/adn7-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></a>Un metodo di riequilibrio originale ed evolutivo, creato a partire dai lavori di Maurice Poyet e Bert Hellinger. Obiettivo del seminario è quello di consentire ai partecipanti di svolgere in completa autonomia una sessione di Rebalancing self Portrait’s, una disciplina che permette il ripristino della libera circolazione dei fluidi biologici armonizzatori tra il piano intimo e emozionale dell’essere e la sua parte manifesta strutturale .Partendo dai lavori di Maurice Poyet osteopata francese e Bert Hellinger psicoterapeuta tedesco questa formazione ha l’intenzione di permettere una rivelazione sul piano coscienziale delle dinamiche parentali che ci trattengono in schemi affettivi del nostro passato impedendoci di esprimere autenticamente chi noi oggi siamo. Per questo, il corso è strutturato per fornire ai partecipanti le conoscenze di base sulla principali cause di parassitismo energetico connesse a perturbazioni presenti a livello sottile nella impregnazione cellulare dell’organismo. I partecipanti sono impegnati in esercitazioni pratiche , al fine di familiarizzare con precisi siti anatomici e poter procedere al riequilibrio delle proprie forze psico fisiche permettendo di sintonizzarsi con le proprie profonde esigenze di libertà interiori, valutando autonomamente il progressivo aumento della propria capacità di interazione con il “linguaggio dei fluidi”.<br />Lo strumento di base del Rebalancing self Portrait’s è la sensibilità particolare individuale nel riconoscere il proprio movimento pulsatile fluidico sia inizialmente come informazione , sia alla fine come verifica dell’autoriequilibrio. Questa attitudine particolare di partecipazione è chiamata “ascolto palpatorio attivo”. L’ascolto attivo è differente dall’ascolto palpatorio classico necessita di un tempo di apprendimento delle modalità di circolazione dei fluidi per valutare i movimenti di Motilità Fluidica Naturale di ogni parte del corpo. <br />Nell’Ascolto Attivo il praticante in attitudine ricettiva indurrà una direzione di motilità alla regione che egli “ascolta”, e riceverà una “risposta”di libertà o meno , da questa motilità indotta. Noi rivolgiamo al corpo la domanda: il movimento fluidico, in questo punto preciso del corpo , è così facile in questa direzione come nella direzione opposta? Queste due “intenzioni di movimento” offrono le stesse sensazioni qualitative in un senso come nell’altro? Gli “imput” dati non sono visibili , sono appena percettibili . Ma il corpo li riconosce e risponde : esso ci dice se qualcosa và o no in una certa direzione. <br />Sicuramente questo Ascolto Attivo rappresenta qualcosa di meraviglioso! <br />Esso presuppone che noi crediamo alla profonda saggezza del corpo!</p>
<p><strong>Argomenti e programma</strong></p>
<p>Respirazione Cosciente e Partecipazione Attiva<br />Anatomia palpatoria semplice <br />Apprezzamento valutazione e liberazione delle principali tensioni. <br />Iniziazione alla percezione- presenza-sincronizzazione della Pulsatilità dei Fluidi <br />Liberazione “express” Reticoli Energetici di Poyet <br />Strains-classificazioni -importanza del modello parentale famiglia <br />Sessione Autoriequilibrio completo. <br />Verifica del buon esito della distribuzione energetica fluidica. <br />Cenni di simbologia somato psichica dell’inconscio corporeo.</p>
<p>La didattica di questo seminario è prevista su 3 moduli di 12 ore ciascuno:<br />1° MODULO 24-25 SETTEMBRE<br />2° MODULO   8-   9 OTTOBRE<br />3° MODULO 22-23 OTTOBRE</p>
<p>SEDE DEL CORSO: PARMA</p>
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		<title>L&#8217;Anima Gemella</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 08:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/kisses.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-755" rel="wp-prettyPhoto[g782]"><img class="alignleft size-medium wp-image-755" title="soul kisses" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/kisses-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Uno straordinario e completo documento di approfondimento sull&#8217;Anima Gemella.Competenza e profonda sensibilità dell&#8217;autore di cui non conosco il nome si evincono ad ogni paragrafo. Assolutamente da non perdere &#8230; buona lettura!!!</p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;Anima Gemella (AG) esiste e molti hanno</span>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/kisses.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-755" rel="wp-prettyPhoto[g782]"><img class="alignleft size-medium wp-image-755" title="soul kisses" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/kisses-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Uno straordinario e completo documento di approfondimento sull&#8217;Anima Gemella.Competenza e profonda sensibilità dell&#8217;autore di cui non conosco il nome si evincono ad ogni paragrafo. Assolutamente da non perdere &#8230; buona lettura!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;Anima Gemella (AG) esiste e molti hanno la fortuna di incontrarla</span>. Tutti possono incontrarla, almeno una volta nella vita. Dico &#8216;almeno una volta nella vita&#8217; non solo perché se siete bravi e vi applicate è auspicabile che riusciate a farvi dare un secondo appuntamento, ma anche perché di fatto ne esiste più di una. Esiste un &#8216;corpus&#8217;, un insieme di anime gemelle, tutte sorelle, appartenenti alla stessa famiglia animica.<br /><br /><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;AG è un&#8217;entità che presenta una frequenza vibrazionale identica alla nostra che dimora in un corpo energetico diverso dal nostro</span>. Ognuno di noi emette però innumerevoli frequenze vibratorie diverse, quanti sono gli aspetti della sua personalità e quanti sono i suoi centri di energia normalmente attivi (chakra). Per ciascuna di esse esiste un individuo incarnato, maschile o femminile, di identica vibrazione all&#8217;esterno di noi che, in assenza di blocchi e ad un livello evolutivo sufficientemente alto, noi naturalmente attiriamo. Generalmente con le nostre AG abbiamo un profondo e ricco rapporto karmico che conferisce alla relazione una precisa coloritura e precise problematiche, il cui scioglimento determinerà per entrambi una profonda presa di coscienza evolutiva, che riguarderà in particolare il chakra in questione. Il rapporto karmico non è necessario, si può incontrare anche un&#8217;AG per la prima volta, vivere con lei una sola vita. In ogni caso ogni incontro stimolerà in entrambe lo sviluppo e la realizzazione del chakra interessato: a livello di quel chakra ognuno è specchio e modello, compensazione per l&#8217;altro, insieme punto di partenza e punto di arrivo, analogia e soluzione. <br /><br />Il <em>karma d&#8217;amore</em> e la <em>vera problematica d&#8217;amore</em> la si tocca con l&#8217;AG del chakra del cuore, colui che si abbevera al vostro cuore (o viceversa, se siete più fortunati!) e che sentite parte del vostro cuore fisico e spirituale. La fonte dello scambio energetico, il livello di comunicazione e di intesa, la sede del legame è il cuore. La vera AG è quella che risiede al cuore. Ai chakra inferiori si risolvono le questioni di integrità della persona, la solidità e la compiutezza delle funzioni primarie, ai livelli superiori sono interessate la creatività e la conoscenza. Il cuore è il centro energetico del nostro essere (tre chakra sotto, tre sopra) e l&#8217;amore l&#8217;unica forza che può muovere le montagne. Il coinvolgimento amoroso è l&#8217;espediente evolutivo più potente per darci la forza e la motivazione di scalare e andare oltre la nostra &#8216;montagna karmica&#8217;, la nostra ferita e il nostro blocco più grande di cui l&#8217;AG è insieme specchio e soluzione, rappresenta il punto di partenza e punto di arrivo. Ogni AG presenta una distribuzione energetica simile alla nostra ma quella della nostra AG del cuore sarà molto più precisamente speculare e nella risoluzione del rapporto con lei si dischiuderanno per entrambi le vie di liberazione del karma. Non si tratta di un&#8217;ascesa mistica, ma di un incarnare se stessi e la realizzazione del proprio percorso, l&#8217;obiettivo del nostro karma, sotto lo stimolo e il modello dell&#8217;altra persona. (vd studio dei nodi lunari) .<br /><br />In realtà noi siamo circondati da potenziali coprotagonisti di esperienze affettive ed erotiche che si situano su vari livelli di coinvolgimento animico.<br /><span style="text-decoration: underline;"><br />Esistono amori evolutivi, del tutto accidentali, che non avvengono &#8216;di necessità&#8217; ma per scelta</span>. L&#8217;esperienza con l&#8217;AG, quando capita, si impone, sia che noi l&#8217;accogliamo con leggerezza sia che noi ne rifuggiamo, &#8216;deve&#8217; capitare, deve per lo meno presentarsi, manifestarsi e poi starà a noi scegliere come viverla. Sarà comunque un rapporto, realizzato o solamente &#8216;sentito&#8217;, epocale. Quelli che io qui indico come &#8216;amori accidentali&#8217; sono incontri, più o meno intimi, che portano a una maggiore comprensione e conoscenza di noi e del mondo, che ci aiutano offrendoci una prospettiva diversa sulle nostre problematiche. Se si realizzano in qualche modo ovviamente la conoscenza ne giova perché tramite l&#8217;amore si sperimenta sempre un&#8217;accelerazione e l&#8217;amore, l&#8217;adesione al maestro, chiunque esso sia, è il più potente e a mio parere l&#8217;unico ponte verso la conoscenza. Dal momento che ogni relazione intima, anche di amicizia e perfino lavorativa, ci offre uno specchio delle modalità della nostra personalità, anche questi &#8216;compagni accidentali&#8217; riflettono ciò che noi stessi siamo, seppure in modo meno profondo dell&#8217;AG, e ci offrono insieme all&#8217;esperienza dell&#8217;altro da noi quella, forse ancora più preziosa, di noi stessi nell&#8217;altro. Si tratta di incontri evolutivi, AG anch&#8217;esse, se vogliamo, ma situate decisamente ai margini della nostra famiglia animica. Il partner condividerà gli stessi vostri livelli vibrazionali e ovviamente anche la medesima tipologia energetica, sarà molto carente nei chakra per noi più problematici e condividerà le stesse nostre ferite non risolte, anche se nessuno dei due ne è consapevole, in una parola condividerà le nostre stesse nevrosi e in alcuni casi la coppia che si viene a formare non è tra due AG ma tra due nevrosi gemelle. La mancanza di consapevolezza accresce la sofferenza, l&#8217;intolleranza e il ricadere di necessità sempre nelle medesime dinamiche distruttive. La coppia, tirando un sospiro di sollievo e uno di dolore, si scioglie. Gli amori accidentali non contemplano in genere esperienze con anime già conosciute in vite precedenti, non sono così cruciali a livello evolutivo e rivelatrici delle proprie dinamiche interiori profonde. Rappresentano delle esperienze di assaggio, di sperimentazione, utili e frequenti all&#8217;inizio del proprio percorso evolutivo. In seguito si è in grado di godere appieno dei rapporti sociali senza disperdere le energie in relazioni sentimentali incomplete e conflittuali e si ha la &#8216;grazia&#8217; di incontrare solo AG. Gli amori occasionali non capitano più, non si fanno più le cose a caso o impulsivamente, ma con consapevolezza e per necessità, per andare passo dopo passo, con i compagni giusti verso la nostra realizzazione.<br /><br /><span style="text-decoration: underline;">Gli amori impossibili sono esperienze di livello più alto</span>, che producono grande espansione ed accelerazione. Woody Allen faceva dire alla protagonista de &#8220;La Rosa Purpurea del Cairo&#8221;: &#8220;Ho appena incontrato un uomo meraviglioso. Non è reale, ma non si può avere tutto.&#8221; Ecco, non si tratta di questo. Il bello degli amori impossibili è proprio che sono reali, sono suscitati da persone reali che ci illuminano, costituiscono con la bellezza che noi percepiamo in loro il modello, la realizzazione sulla terra di ciò che noi desideriamo essere. Questo ci serve da memento (è quello che sono, è lì che voglio arrivare!), da testimonianza (se una persona con le mie stesse ferite originarie, con tanta semplicità e naturalezza riesce a realizzarsi in modo così compiuto è proprio possibile!) e da stimolo (in nome dell&#8217;amore che ho per me e dell&#8217;amore che ho per lui, per potere aspirare a lui, essere alla sua altezza, io investo con gioia ed entusiasmo tutte le mie energie per crescere!). Se fattori esterni si oppongono alla realizzazione di questo amore, la sua funzione e anche, spesso, la sua intima reciprocità non vengono meno (viene meno solo l&#8217;urgenza alla crescita). Infatti l&#8217; &#8216;impossibilità&#8217; è solo metaforicamente impedimento esteriore, è in realtà un gap interiore.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Si definiscono impossibili in quanto esiste un alto dislivello vibrazionale</span> tra noi e il nostro amore che per questo ci appare inarrivabile. Ma il dislivello può essere colmato e, quando la struttura animica dell&#8217;altro lo consente, rendere l&#8217;amore possibile. L&#8217;oggetto del nostro amore è come noi, condivide le nostre ferite originarie, ha un karma simile al nostro e una struttura vibratoria assolutamente analoga (presenta un&#8217;uguale distribuzione delle energie attraverso i chakra), con la differenza che le sue vibrazioni sono più alte. Per questo noi lo troviamo meraviglioso. È una delle nostre AG e costituisce un passaggio evolutivo importante, un&#8217;occasione da accogliere con gioia che ci indica che, se siamo stati attirati da livelli vibrazionali alti, siamo evidentemente in un periodo di accelerazione (altrimenti non avremmo riconosciuto, non saremmo stai attirati dall&#8217;oggetto del nostro amore, non saremmo stati abbastanza alti da desiderare qualcosa di più alto di noi e tendervi), pronti per gestire questa ulteriore spinta evolutiva.<br /><span style="text-decoration: underline;"><br />L&#8217;AG costituisce la più grande sfida evolutiva della nostra vita</span>. Il fine di ogni incontro è l&#8217;evoluzione. Ogni incontro significativo e ogni incontro con un&#8217;AG ci offre uno specchio. La nostra AG principale è il nostro specchio più preciso che ci permette di affrontare nel modo più completo e diretto noi stessi e la nostra ombra. La sensazione è di amare un pezzo di noi, l&#8217;equivalente animico di un brandello del nostro corpo e di adorare tanto l&#8217;anima dell&#8217;altro quanto il corpo che ne è simbolo, emanazione e rivestimento. La nostra AG è noi ed è in grado di fornirci inoltre gli strumenti, le condizioni o le sollecitazioni di cui abbiamo bisogno per il nostro completamento, per la nostra evoluzione e felicità.<br /><br />L&#8217;AG riflette la nostra ombra e ci permette di curarla. L&#8217;amore è un detonatore di energia; l&#8217;amore o il bisogno di amore sono la maggiore motivazione all&#8217;azione. Curare la propria ferita più grande è un&#8217;azione che richiede grande energia e forte motivazione, un impegno certamente troppo gravoso da compiere senza il fuoco propulsivo dell&#8217;amore e il pungolo di una necessità impellente, il vincolo cioè di un legame evolutivo che non sarà sciolto finché non lo si sarà affrontato. Ogni ostacolo, esterno o interiore, qui è funzionale al suo superamento, aspetta solo di essere superato. Ognuno dei due partner fa il percorso di strada più importante insieme all&#8217;altro. C&#8217;è un solo grande amore perché c&#8217;è una sola grande ferita. Conseguire la felicità attraverso questo legame comporta lo scioglimento, la risoluzione dei nodi della personalità di entrambi.<br /><br />Chiaramente è un percorso molto lungo, e anche molto sofferto. Da una parte, se siamo abbastanza consapevoli, vediamo in lei le nostre stesse debolezze che siamo spronati ad osservare e ad affrontare da una prospettiva esterna. Impariamo a capirle, le accettiamo, ci esercitiamo a curarle con il nostro amore, così che quando le riconosceremo in noi e le sperimenteremo dall&#8217;interno non ci saranno estranee, le gestiremo con consapevolezza, con pazienza e le cureremo con altrettanto amore. D&#8217;altra parte l&#8217;AG agisce in modo preciso e involontariamente crudele proprio sulle nostre ferite costringendoci piano piano a prendere coscienza delle debolezze che tanto ci espongono al dolore e curarle nel modo più definitivo possibile. È un percorso molto lungo e faticoso, ma assolutamente obbligato. Gli ostacoli vi porteranno alla fuga e l&#8217;infelicità della fuga e della distanza vi ricongiungerà alla vostra AG con la quale nel corso del tempo conseguirete piccole prove e piccoli successi. Il percorso è reso obbligato dalla costituzione stessa delle anime, dall&#8217;attrazione sottile, indefinibile ma ineguagliabile e ineludibile che le trattiene, l&#8217;una supremo desiderio dell&#8217;altra. <br /><br />L&#8217;evoluzione non consiste solo nel superare i limiti che il rapporto ci rende manifesti, generalmente gli stessi per entrambi, ma anche a procedere oltre, nella presa di coscienza e nella realizzazione di noi stessi. Superare gli impedimenti più evidenti ci apre la strada ad altre scoperte, ulteriori gradini che, più o meno consapevolmente, dobbiamo al rapporto con l&#8217;AG. L&#8217;AG è insieme riflesso della nostra anima, parte di lei, e modello a cui la nostra anima si ispira, completezza a cui tende al di fuori e dentro di sé, cibo di cui si nutre. (es: nodo lunare sud-nord speculari!) Per essere completo devo acquisire la mia metà, in un matrimonio alchemico in cui lui diventa me ed io lui, io mi apro ad accogliere la mia parte mancante che amo ed onoro fuori e dentro di me. Lo amo come parte di me e nello stesso tempo, pur senza sentirlo come maestro, mi conduce, mi fa essere, mi costringe senza saperlo ad essere quello che è mio destino sviluppare in me per raggiungere la compiutezza e assolvere il compito karmico.<br /><br />A proposito di matrimonio, <span style="text-decoration: underline;">il matrimonio tra due AG esiste già</span> , da prima che si incontrino si può dire, e questa unione è sentita variamente dai due come desiderio che a volte può essere realizzato. Altre volte è necessario non realizzarlo. Del resto l&#8217;AG non è la persona migliore con cui vivere la quotidianità, un rapporto così profondo e sublime è di un&#8217;intensità quasi dolorosa e difficilmente potrà portare la serenità e la stabilità di cui si avrebbe bisogno in un rapporto quotidiano. Potete essere felici con la vostra AG o al contrario vi sembrerà di non riuscire a coronare alcun sogno comune. Allora la sofferenza sarà lo sprone per un grande salto evolutivo. L&#8217;AG arriva sempre al momento giusto per attivare un vasto potenziale non ancora abbastanza vissuto, valorizzato o sviluppato. In ogni caso nessun uomo, né al di fuori né all&#8217;interno della coppia, può dividere ciò che Dio ha intimamente unito. &#8220;Ciò che Dio ha unito, l&#8217;uomo non divida. A questo ci penserà Dio.&#8221; (G.B. Shaw) Ovviamente, quando il karma sarà assolto, la nostra anima sarà completa, la nostra AG sarà stata introiettata e non ci potrà dare più alcun sprone evolutivo. Se la nostra evoluzione continuerà, continuerà senza di lei.<br /><br />Il legame con l&#8217;AG è il legame più sacro della vostra vita, più decisivo per la vostra evoluzione e il più legato al divino. L&#8217;amato è la strada verso la libertà interiore e la felicità, la pienezza e la realizzazione, è il nostro modo di sperimentare sulla terra l&#8217;amore più alto e puro, è la motivazione a trascendere le difficoltà e i limiti interiori, è l&#8217;incarnazione tangibile della nostra anima e del mistero spirituale che la circonda. Attraverso gli occhi dell&#8217;amato si possono vedere le nostre e le sue profondità e accedere alla coscienza prima che impronta e anima tutte le forme di vita. Gli occhi dell&#8217;amato si affacciano sul mistero divino. Molto spesso se ne ha conferma nelle preghiere stesse quando si recitano versi che citano gli occhi di Dio e si visualizzano quelli della persona che amiamo. Toccando il mistero dell&#8217;AG tocchiamo uno dei più grandi misteri della creazione di cui abbiamo il dono di renderci conto in modo tanto coinvolgente. Platone offre una visione molto chiara e convincente del rapporto amoroso che è specchio, complementarietà, e anche contemplazione di qualcosa che va al di là dei partner coinvolti, li trascende. <span style="text-decoration: underline;">Eros è figlio di Penia, povertà. Ognuno cerca nell&#8217;altro ciò che gli manca, di cui ha bisogno perché ne è privo</span>. Ma Eros apre anche la via che porta alla rivelazione del Bello in sé, alla contemplazione del &#8216;volto di Dio&#8217;. Nello specchio dell&#8217;amato non appare il nostro volto umano ma quello del dio da cui siamo posseduti e di cui portiamo la maschera. Come l&#8217;occhio non può vedersi senza guardare un altro occhio così l&#8217;anima non può conoscersi senza contemplare un&#8217;anima e discernere in essa la parte in cui risiede la facoltà propria dell&#8217;anima. Lo specchio, al posto della mia immagine riflessa, mi rimanda la figura del dio. <br /><br />La inclemente affinità speculare di manchevolezze, oltre che di luce e di aspetti simili e complementari, è la causa delle difficoltà per effetto della <span style="text-decoration: underline;">ripetizione meccanica di copioni comportamentali sbagliati</span>. L&#8217;evoluzione consiste primariamente nel prendere coscienza di questi ultimi e possibilmente nel farlo in due. Famiglie di anime evolvono armoniosamente in contemporanea. È assolutamente vero. Se lo desiderano. Ogni passo che noi compiamo è preceduto e sostenuto dal nostro desiderio di compierlo ed è cronologicamente e qualitativamente condizionato da esso. La crescita non avviene in modo automatico in contemporanea: se crescete voi non cresce di necessità anche lui. Potrete trovarvi cresciute, finalmente felici e con un nuovo partner che abbia vibrazioni alte adeguate alle vostre. Potrebbe la vostra maturazione essere di giovamento alla relazione, attenuando le ansie del vostro partner o suggerendogli un modello. È legge matematica che mutando i fattori il rapporto cambia le sue dinamiche. Ma non si può forzare l&#8217;altro a crescere, quando questi non lo desideri. Se siamo tutti onde di uno stesso mare, come secondo un detto taoista, si può solo migliorare la qualità dell&#8217;acqua. Facendo passare energia all&#8217;altro che inconsciamente se ne avvale per vivere con maggiore forza o serenità il suo percorso di crescita. Ogni volta che le nostre vibrazioni sono positive noi diamo, trasmettiamo amore al mondo: la luce, la purezza, la giustizia, costituiscono un dislivello di amore che passa da noi al mondo, con lo stesso sistema dei vasi comunicanti. Nel caso specifico si possono focalizzare le nostre energie positive tramite le tecniche della Psicodinamica (bagni di colore o coccole), della Radiance Technique o utilizzando determinati cristalli posti sulla sua foto con l&#8217;eventuale somministrazione di fiori di Bach appropriati. Una meditazione molto efficace per caricare voi stessi e la vostra AG dell&#8217;energia a vibrazione più elevata e intensa è la visualizzazione della coppia lambita e percorsa da una fiamma di colore viola: procura un&#8217;immediata elevazione delle energie. E. Clare Prophet la consiglia anche a chi non ha ancora trovato la sua AG perché carichi della stessa energia la sua metà lontana e, promovendo la sua evoluzione, la avvicini a sé. &#8220;L&#8217;amore con l&#8217;amore si cura&#8221; e la vostra energia, la vostra pazienza e la vostra fiducia aiuteranno l&#8217; AG nella sua crescita, purché siano rispettate due condizioni: che per rincorrere un sogno d&#8217;amore non sacrifichiate la vostra propria crescita, presupposto basilare all&#8217;esito positivo di qualsiasi impresa, e che la vostra energia nutra un desiderio di crescita già coscientemente espresso dalla vostra AG. A volte comunque l&#8217;incentivo decisivo all&#8217;evoluzione del vostro partner è fornito dalla relazione stessa, dalla sua impossibilità a liberarsi del desiderio di voi che siete per lui la porta principale alla sua evoluzione.<br /><br />Dove conduce questo processo evolutivo? È un&#8217;unione spirituale? Porta a un unione spirituale? <span style="text-decoration: underline;">Non è un&#8217;unione nata in nome o col fine di una ricerca spirituale comune. È un&#8217;unione che sorge nel cuore e nel cuore si sviluppa, si &#8216;medica&#8217; e si realizza</span>. Nella vita ci sono alcuni incontri importanti con amori impossibili o AG preposte alla nostra evoluzione che coinvolgono anche chakra più alti di quello del cuore. È possibile intraprendere un percorso del genere anche con la propria principale AG (si vedano le pratiche tantriche). L&#8217;unione di anime è auspicabile che si realizzi nel modo più compiuto, sui tre livelli, fisico, emotivo e mentale e, a partire dal livello mentale si possono percorrere insieme strade di conoscenza spirituale. Se si è abbastanza fortunati l&#8217;evoluzione parallela delle due anime sarà compiuta dalla coppia unita che procede insieme passo dopo passo, con coraggio e desiderio di ascendere, fino alle vette più alte. Ma la nostra AG non è necessariamente preposta a questo tipo di percorso ed è anche possibile che con lei il nostro compito sarà vivere armoniosamente e tenerla sul cuore, dove è il suo posto. E sarà già una vittoria e una conquista enorme l&#8217;equilibrio dei centri energetici dal I al IV chakra (vivere bene al IV presuppone la compiutezza dei ch inferiori) e l&#8217;eventuale stimolazione, da parte di un nostro gemello, anche di quelli immediatamente superiori, se in noi attivi. Se poi le nostre aspirazioni ci renderanno inquieti sarà giusto soddisfarle con o senza la nostra AG, senza venire comunque meno al rapporto instaurato con lei, che resterà sempre la persona a cui abbiamo dedicato l&#8217;altare più grande. Ovviamente in realtà si tratterà di percorsi evolutivi paralleli che si svolgeranno tutti contemporaneamente, conciliandosi e arricchendosi reciprocamente.<br /><br /><span style="text-decoration: underline;">Riconoscere la propria AG non è di fondamentale importanza.</span> È importante riconoscere le nostre ferite e le nostre conseguenti cattive abitudini comportamentali per potere vivere ogni rapporto con consapevolezza e quindi nel modo più sereno, positivo e arricchente possibile, e in modo da calamitare persone sempre più consone al nostro profondo modo di essere, più prossimi alla nostra anima e a livelli evolutivi sempre più alti. Su questo si deve focalizzare tutta la nostra attenzione. Tuttavia può contribuire ad accrescere la consapevolezza della nostra natura e delle dinamiche relazionali in genere sapere in quali modi un&#8217;AG si può manifestare ed eventualmente riflettere sulla tipologia delle nostre storie. Penso sia impossibile un riconoscimento conscio a prima vista. <span style="text-decoration: underline;">Il riconoscimento avviene sempre, e sempre al primo incontro ma è sempre inconsapevole</span>, probabilmente per una provvidenziale forma di difesa, per permetterci di affrontare le nostre prove passo dopo passo senza cognizioni che sarebbero in quel momento solo fonte di ansia. A volte la reazione inconscia di difesa si manifesta in modo così evidente che proviamo un sentimento di antipatia istintiva per la persona che pochi giorni dopo scopriamo irresistibile, oppure un istintivo desiderio di fuga come per salvaguardarci da un&#8217;esperienza troppo impegnativa. Del resto è comprensibile che una persona possa trovare non gradevole l&#8217;immagine che le proviene da uno specchio che ritrae solo un po&#8217; deformati i suoi vezzi caratteriali. Ciò che ci irrita di più negli altri sono spesso le nostre stesse mancanze che noi riconosciamo in loro e che abbiamo imparato a detestare osservando quanto impedimento quotidianamente procurano a noi. Lo specifico legame karmico traspare da atteggiamenti, sensazioni, ricordi di atmosfere di vite precedenti o addirittura sogni premonitori, tramite la presenza di oggetti simbolici che sembrano partecipare al corso della storia, o può emergere da curiose rispondenze fisiche. Una persona esterna, attenta e sensibile potrà inoltre riconoscere un&#8217;affinità di sguardo tra i due, che condividono la stessa ombra (le stesse ferite, le stesse paure) e la stessa luce (la stessa particolare qualità di purezza e buoni sentimenti; del resto ombra e luce sono sempre legate, in qualità e profondità), dunque una costituzione animica molto simile. Inoltre sono legate al cuore ed è il cuore il punto che li unisce e che condividono e il cuore traspare dallo sguardo (fisiognomica taoista, corrispondenza con i ch). La nostra AG è il vostro &#8216;fratello d&#8217;amor carnale&#8217;, il fratello più fratello di tutti, con il quale il destino ha fornito le premesse per un legame inscindibile.<br /><br />Abbiamo visto come trovare le proprie AG non sia affatto difficile. È come una favoletta! Nelle favole si descrive sempre la crescita dell&#8217;io e poi l&#8217;incontro con l&#8217;altro noi stesso, l&#8217;AG, e tutti gli altri specchi. <span style="text-decoration: underline;">Si nasce e si cresce con il fardello karmico sul groppone e ci si sente brutti anatroccoli. Poi a poco a poco si diventa cigni e si inizia a vedere cigni come noi intorno a noi</span>. È così la storia dell&#8217;uomo. Si vive da cigni. L&#8217;evoluzione è sciogliere i nodi karmici che ci vessano, ristrutturare e purificare la nostra identità e avvicinarci sempre di più alla nostra compiutezza di cigni. Dobbiamo superare un po&#8217; di prove karmiche e fare molte esperienze per arrivare a incontrare uno specchio tanto profondo e autentico come l&#8217;AG e non soltanto specchi delle nostre piccole nevrosi. Il brutto anatroccolo è nero perché è un intricato groviglio di ombre. Il cigno è bianco perché ha raggiunto la consapevolezza della propria ombra, l&#8217;ha esplorata, conosciuta e accettata, inglobata nella sua luce.<br /><span style="text-decoration: underline;"><br />Esplorare e inglobare la propria ombra significa accettarci, senza condanne o recriminazioni, nella nostra interezza, imparare ad amarci, a volerci bene in tutti i nostri aspetti</span>. L&#8217;AG si ama visceralmente proprio perché la si sente parte di noi, ma siamo in grado di amare &#8216;un altro noi&#8217; incondizionatamente solo quando abbiamo un buon rapporto con noi stessi e ci amiamo incondizionatamente. Altrimenti avviene il rifiuto di uno specchio che riflette un&#8217;immagine che non ci piace che può essere conscio (impressione di antipatia) o inconscio (mancato riconoscimento o lontananza). Capita che ci si innamori follemente di persone dopo lunghi periodi di indifferenza in cui non eravamo ancora pronti a gestire un rapporto così evolutivamente impegnativo. Solo a questo punto per il partner, con tutte le sue manchevolezze, si potrà provare amore totale e incondizionato, lo stesso amore incondizionato che proviamo per noi stessi. Solo a questo punto si potrà sperimentare l&#8217;incontro con l&#8217;AG. <br /><br />Un&#8217;altra Verità difficilmente confutabile è che <span style="text-decoration: underline;">l&#8217;AG arriva quando meno la si aspetta</span>. Si è probabilmente in un momento di accelerazione, di crescita e ci si imbatte in una persona dalla vita apparentemente diversa dalla nostra, ma che sta in realtà percorrendo un identico percorso evolutivo, esattamente speculare al nostro. Le cose belle devono essere desiderate ma giungeranno a noi quando non ne avremo più bisogno e quando meno siamo concentrate su di esse. Quando abbiamo bisogno di una cosa, di una persona, quella cosa o persona non ci sarà. È una legge evolutiva che assomiglia molto a una legge di Murphy, ma la dura logica che la sottende è assolutamente lineare. Dall&#8217;esterno non proviene l&#8217;aiuto desiderato proprio per aiutarci, per costringerci a trovare o creare dal nulla la nostra risorsa mancante in noi. Se ho bisogno di amore è perché non ho amore in me, se mi sento abbandonato è perché io ho abbandonato me stesso, ho lasciato negletto e non amato il mio bambino interiore che si fa sentire riempiendomi di infelicità e di paura. Ma se è vero che l&#8217;esterno è lo specchio dell&#8217;interiorità è anche vero che la rispondenza è sempre biunivoca, che cambiando la situazione interiore si modificherà automaticamente di conseguenza la situazione esterna. Amando noi stessi non vivremo più nell&#8217;indigenza d&#8217;amore, fuori e dentro di noi, e nella paura di non essere amati. Potremo anche finalmente renderci conto di quanto la paura di non essere amati abbastanza o come desideriamo ci avesse anche reso ciechi dell&#8217;amore di cui già godiamo. Educandoci a un atteggiamento di comprensione ed accettazione nei nostri confronti automaticamente esprimeremo lo stesso sentimento di accettazione e simpatia nei confronti degli altri che saranno portati a ricambiare il nostro affetto. In ogni caso noi stessi, con o senza il riscontro esterno vivremo sereni e appagati, non cercheremo più l&#8217;amore di cui abbiamo bisogno perché esisterà già dentro di noi. Quando non avremo più paura di essere amati o di non essere amati (che è poi la stessa paura), il nostro vecchio desiderio d&#8217;amore, ormai non più impellente, si materializzerà. &#8220;Soltanto chi è disposto a perdere tutto può avere tutto.&#8221; diceva Mère, una delle più grandi mistiche della tradizione yogica. Si è disposti a perder tutto quando non si hanno attaccamenti e dipendenze in quanto è stata raggiunta la propria autosufficienza emotiva e si possiede già tutto dentro di noi. Se la realtà esterna è lo specchio di quella interna un cuore in pace che ama vivrà situazioni di pace e di amore. Quando ci ameremo ci verrà concesso l&#8217;amore.<br /><br />Liberarsi delle zavorre karmiche è comunque la strada maestra: capire le radici di quello che più ci fa soffrire, esplorare la sostanza della nostra ombra e amarla in quanto da essa sgorgherà la nostra luce, con la sua inconfondibile qualità. Conoscere i nostri spettri equivale e privarli del potere di farci paura e inibirci, accettarli comporta il loro dissolversi (in quanto karma superato). <span style="text-decoration: underline;">Dall&#8217;esplorazione della nostra ombra trarremo i gioielli che daranno le particolari vibrazioni della nostra luce</span>, trarremo insegnamenti che renderanno la nostra capacità di comprensione e la nostra creatività uniche e preziose. (schema a spirale della crescita, come sotto così sopra). A questo fine le qualità necessarie da allenare sono quelle del buon esploratore impegnato in una caccia al tesoro: l&#8217;attenzione, la discriminazione, il coraggio, la perseveranza, la focalizzazione di sé, l&#8217;obbiettivo, senza dimenticarsi, come vediamo nel prossimo paragrafo, di aiutare le vecchine ad attraversare la strada. Il coraggio è il presupposto fondamentale. Bisogna stare nel proprio dolore e starci in modo costruttivo, avere il desiderio di porsi delle belle domande (il perché) e il coraggio di ricevere delle risposte. È il coraggio di andare giù, fino in fondo, e guardare il paesaggio e poi di ricercare con lo studio, la meditazione, l&#8217;aiuto altrui, di spiegarsi quel paesaggio, di vederlo chiaro e in questo modo accettarlo. Ci vorranno anni e molta pazienza, (&#8220;affrettarsi con calma&#8221;), e discriminazione per non lasciarsi sopraffare dal dolore o per non essere autodistruttivi o per scegliere gli strumenti migliori per la propria ricerca. Il requisito fondamentale in ogni caso è uno solo: volerlo, essere focalizzati. Conoscere se stessi è il primo gradino di qualsiasi percorso spirituale e di qualsiasi cammino di realizzazione in quanto chi si conosce trova illuminata la propria via. L&#8217;introspezione è imprescindibile e può essere considerata anche una strada a se stante, che apre le porte al Sé in quanto nucleo del proprio io. In ogni caso l&#8217;effetto è liberatorio: il contatto con l&#8217;ombra libera dall&#8217;ombra, la morte è il solo presupposto alla rinascita. Se scoprite verità traumatiche (pulsioni, limitazioni, violenze, impronte karmiche, le varie cause dei blocchi…) e ne prendete atto non è che queste cambieranno e smetteranno di essere le realtà traumatiche che sono ma non vi daranno più alcun fastidio e non interferiranno più con la vostra vita. Voi siete anche quell&#8217;orrendo e misero anatroccolo nero, ma perché volergli male, fa parte di voi e merita tutta la vostra tenerezza, è il vostro piccolo bambino ferito. Ognuno ha il suo a caratterizzare il proprio percorso. Dal momento che lo amate siete un cigno e sarà difficile non amarvi quanto voi stessi vi amate, dandovi energia e magnetizzando energia.<br /><br />Il gioco dei desideri (stesura di lista di 101 desideri) è utile perché ci rivela noi stessi a partire dalle nostre aspirazioni, dalle cose che ci piacciono e ci emozionano, dal nostro desiderio di luce se non dalla nostra luce, è un modo divertente per sperimentare se stessi, per mettersi in contatto. <span style="text-decoration: underline;">Di nuovo l&#8217;attenzione nei confronti dei nostri desideri e dei nostri bisogni si rivela la virtù di base</span>. I desideri che non si realizzano o che noi riteniamo impossibili indicano il punto del nostro blocco energetico, la strada per scoprire la nostra ombra. I più coraggiosi si possono anche concentrare sulla cosa di cui più hanno paura, il tabù principale, la madre di tutti gli altri, e vivere la condizione del suo realizzarsi in modo da demistificarla, esorcizzarla, sperimentarla per un attimo e capire di essere più grandi e più forti di lei. Essere senza paura nel luogo della nostra paura. In forma edulcorata è una prova che anima molte meditazioni. Ed è probabilmente la stessa sfida che anima il Rebirthing, la regressione ipnotica e il momento dell&#8217;integrazione dell&#8217;emozione nella Integrazione Neuroemozionale, tutte attività utilissime per entrare in contatto con il proprio bambino interiore. Altro stimolo alla crescita per chi ama le sfide è mettersi alla prova, fare un piccolo sforzo, con delicatezza e in sintonia con i propri desideri: cimentarsi in attività a noi consone ma leggermente al di là delle nostre capacità attuali, che ci impongano lo scioglimento dei blocchi. Questo piccolo sforzo è molto efficace in quanto ci impone l&#8217;attenzione su noi stessi, ci rivela a noi stessi, e soprattutto contribuisce alla focalizzazione dell&#8217;obiettivo, lo scioglimento del blocco, che paradossalmente si raggiunge allentando la focalizzazione sul problema, liberando il blocco dal pensiero e lasciando fluire l&#8217;energia. Si tratta di una modalità interessante che permette di rendersi conto in modo tangibile dei propri progressi e dirigere coscientemente le proprie energie, passo dopo passo.<br /><br />Il percorso di crescita, sia che non si abbia ancora trovato la propria AG, sia che si cerchi di gestire il rapporto con lei, è comunque il medesimo. È il percorso verso l&#8217;amore per se stessi e per gli altri e verso la pienezza della propria realizzazione. Bisogna imparare a vivere con amore. L&#8217;attenzione è una delle qualità che ci aiuteranno molto. L&#8217;attenzione si concretizza in un&#8217;accresciuta capacità di osservazione, un sempre più sensibile ascolto di noi stessi e dell&#8217;altro, presupposto della comprensione, dell&#8217;accettazione e dell&#8217;empatia, di una comunicazione più sintonica. &#8220;<span style="text-decoration: underline;">L&#8217;attenzione è la religiosità naturale dello spirito</span>&#8221; diceva Simone Weil, è essere presenti a noi stessi e in contatto con noi stessi e con gli altri. Un ottimo esercizio di ascolto che permette di attingere sempre più ad una fonte interiore di inestimabile ricchezza è abituarsi a prendere nota, appena svegli, ogni mattina dei sogni. I sogni riflettono la nostra ombra e ci aiutano a conoscerla e inoltre, col passare del tempo riflettono sempre più la nostra luce, la parte spirituale di cui noi siamo composti, pronta a irrorare le nostre coscienze non appena le viene data possibilità. &#8220;Il sogno è l&#8217;espressione del nostro Sé Superiore che vede chiaramente sia il presente sia l&#8217;avvenire.&#8221; Sono un&#8217;espressione metaforica della nostra capacità intuitiva (terzo occhio), percezioni delle parti più profonde e più alte di noi e moltissime delle domande più urgenti potranno trovare risposte sempre più illuminanti nei sogni. Volerci bene significa ascoltarci, conoscerci, accettarsi e mantenere un contatto sollecito e amorevole con tutte la parti di noi, assecondare le nostre esigenze più profonde con la massima disciplina e dedizione possibile. Esercitare la capacità di ascolto e dedizione nei nostri confronti ci renderà saggi e felici e pronti ad applicare le doti fondamentali di dedizione e ascolto anche nel rapporto amoroso.<br /><br />Parallelamente elevarsi dalla personalità all&#8217;anima significa, affinare a poco a poco la nostra purezza e vivere nella Verità e nella rettitudine, espandere la nostra sensibilità dal proprio piccolo io al prossimo e alla comunità. L&#8217;evoluzione consiste nell&#8217;ascesa dalla personalità all&#8217;anima, trascendere la propria coscienza individuale in favore della coscienza di gruppo. <span style="text-decoration: underline;">Chi aiuta gli altri aiuta anche se stesso perché il suo prossimo è un suo specchio e risolvere problemi altrui arricchisce la nostra comprensione del mondo e della nostra vita e fa crescere la nostra energia</span>. Simmetricamente chi non prova compassione anche per se stesso e non concentra abbastanza energie su di sé si impoverisce, si ammala, non ha energia né per sé né per l&#8217;ambiente che lo circonda. L&#8217;amore è un premio per i puri e i forti che preservano nella propria rettitudine. Le antiche tradizioni delle filosofia greca e della mistica ebraica concordano in modo stupefacente su questo punto. &#8220;Beato è l&#8217;uomo che vive nell&#8217;onestà e cammina sul sentiero della Verità, poiché la sua anima potrà trovare il compagno originale e lui diverrà perfetto e attraverso la sua perfezione il mondo intero vivrà nella gioia.&#8221; &#8220;Il dio Amore promette che se saremo rispettosi e devoti ci riporterà al nostro stato originale, ci guarirà e ci renderà felici.&#8221; Quest&#8217;ultima citazione da Platone, pur nel suo tono favolistico, è la sintesi precisa del percorso evolutivo: esso inizia e si sviluppa prima di ricomporre l&#8217;unità originaria con la nostra AG e procede in seguito, insieme a lei, con il fine di guarire la nostra personalità e raggiungere la felicità.<br /><br />La tensione spirituale può sostenerci in molti modi, motivare e fortificare il nostro comportamento corretto, aiutarci ad individuare quale sia il comportamento corretto da tenere, le priorità da rispettare per assolvere al nostro compito evolutivo e realizzarci. Può essere inoltre molto utile per contribuire a sciogliere i nostri blocchi affettivi e le nostre problematiche maggiori. Il primo passo spetta alla nostra buona volontà di buoni esploratori. Conosciuto il problema, si cessa di combatterlo perché non è in nostro potere risolverlo. Ciò che noi possiamo e dobbiamo fare è accettarlo e tenerlo dentro di noi. L&#8217;accettazione sortirà un&#8217;apertura, un allentamento delle tensioni nel punto dolente, un allentamento dei cordoni della borsa che contiene il mostruoso anatroccolo che già non ci fa più alcuna paura. <span style="text-decoration: underline;">A questo punto le energie spirituali potranno inondare di luce tutta la nostra persona compreso le zone buie</span>. Chiamare le energie spirituali in nostro aiuto può illuminarci nella comprensione delle nostre realtà interiori e sostenerci nell&#8217;azione che non è più impedita dall&#8217;anatroccolo ma è comunque incerta e timorosa. Chi rinasce si apre al mondo per la prima volta e la vita offre innumerevoli possibilità di morte e rinascita che segnano il nostro progresso evolutivo. Il segreto è avere fede, (Pistis), <em>lasciare fare</em> alle nostre guide spirituali, rendersi duttile ricettacolo della volontà divina che coincide sempre con la nostra in quanto nostro desiderio è adempiere il nostro destino, assolvere i compiti che noi stessi al momento di incarnarci ci siamo scelti, realizzare la nostra vita. A noi spetta liberare, lo spirito può solo riempire lo spazio che gli lasciamo, guidarci e realizzare i nostri desideri in proporzione a quanto noi gli concediamo. Liberare in pratica significa non solo conoscere il proprio blocco ma &#8216;sforzarsi di non sforzarsi&#8217; più, non pensarci. Il risultato è che finiremo con lo sviluppare la dote dell&#8217;accettare con gioia perché lasceremo venire a noi cose gioiose e comprenderemo la semplice necessità di ogni situazione apparentemente critica. Bisogna essere consapevoli, capire, ma non si perviene alla comprensione e alla capacità di azione con le sole nostre sola forze mentali. La verità scende sempre dall&#8217;alto. L&#8217;intelligenza umana consiste nel porsi delle belle domande che apriranno nuove prospettive, la grandezza umana nell&#8217;avere aspirazioni e desideri e nel mantenere un atteggiamento umile e sincero verso se stessi. Le domande e i desideri sono i presupposti fondamentali all&#8217;evoluzione e quindi alla realizzazione, frutto, più o meno consapevole, dell&#8217;apertura al divino. Il modo più semplice per creare questa sintonia è pregare il proprio angelo custode, modalità… Sistema di verifica dei desideri…, domande…<br /><span style="text-decoration: underline;"><br />Chi dice che per amare bisogna imparare ad essere donne non si sbaglia</span>. L&#8217;attenzione come è intesa qui si realizza in un atteggiamento di ricezione, di ascolto appunto, piuttosto che di indagine, in una disposizione di spirito femminile. Bisogna sviluppare la sensibilità e l&#8217;adattabilità dell&#8217;acqua e la concretezza fruttifera e costruttiva della terra, entrambi elementi femminili e sviluppare doti di passività, pazienza e accettazione. Bisogna, per amare, liberare le energie dei chakra femminili, quelli più schiettamente emotivi ed affettivi, il II e il IV (anche se non si può amare senza prima avere acquisito la sensazione di stabilità che proviene da un I in salute), sciogliendo le paure che in essi risiedono. (demone del I la paura, del II la colpa, del IV la sofferenza). Bisogna avere il coraggio di accettare noi stessi e la nostra vita che è il frutto del nostro modo di essere. Bisogna avere il coraggio di accettare dentro di noi l&#8217;amore e confessarlo a noi stessi e quindi all&#8217;altro, e bisogna imparare a ricevere amore. L&#8217;addestramento migliore per ricevere amore è abituarci a riceverlo da noi stessi. Le difficoltà nel ricevere derivano dalla paura di non esserne degni e (quindi) di essere abbandonati. Ma ricevere amore può diventare una consuetudine se noi stessi ce ne somministriamo in abbondanza e con l&#8217;amore si dissolveranno le paure che sorsero per effetto proprio di carenza d&#8217;amore. Entrate in contatto con la vostra affettività più sofferente che in questo modo gratificate, andate a cercare e cullare il bambino interiore. Piccole verifiche della vostra capacità di ricevere e di amarvi possono essere la reazione nel ricevere lodi, oppure, a livelli ancora più profondi, che coinvolgono più specificamente la parte emotiva e femminile, la reazione che vi suscita un massaggio ayurvedico fatto con generoso dispendio di energie positive. Non amiamo per essere amati, amiamo perché non ne possiamo fare a meno: la gioia dell&#8217;amore è che l&#8217;altro riceva, che il flusso non sia interrotto. Ma la capacità che l&#8217;amore maggiormente mette alla prova è quella di ricevere. Ricevere significa aprirsi, abbandonarsi nelle braccia dell&#8217;amato, perdere controllo e difese, abbandonarsi alla felicità e alla gioia del momento, lasciare entrare il flusso sentimentale ed erotico (II ch aperto) (maggiore difficoltà dell&#8217;orgasmo femminile, &#8216;in ricezione&#8217;, regalo fatto agli uomini, generalmente più chiusi al II). Accogliere la felicità è una delle cose che creano più resistenze nell&#8217;uomo. La felicità è il fine ed il metro di valutazione del proprio sviluppo. Gli uomini ne hanno paura: non se ne sentono degni e soprattutto non se ne sentono all&#8217;altezza, si instaura come l&#8217;imbarazzo a vivere a un livello superiore, crescere fa sempre paura in quanto apre a responsabilità nuove nei propri e negli altrui confronti (es. del vestito nuovo). Gli uomini non capiscono che la felicità è l&#8217;unica cosa che si meritano. Se ce l&#8217;hanno la meritano, sono pervenuti a raggiungerla nella loro crescita interiore. In una relazione chi riceve dovrebbe potere <em>stare</em> con l&#8217;amore dell&#8217;altro, con fiducia e semplicità, e la gioia di questa condizione rimanderà indietro naturalmente amore e il flusso circolare, andata e ritorno, dell&#8217;amore non si interromperà.<br /><strong><br /></strong>Altro espediente necessario per essere in grado di accogliere l&#8217;amore è liberarsi dai propri attaccamenti a livello non solo sincronico, nel tempo orizzontale del presente, ma anche diacronico, liberarsi cioè dai condizionamenti dei passato. &#8220;<span style="text-decoration: underline;">Le cose di prima sono passate. […] Ecco, io faccio nuove tutte le cose.</span>&#8221; Ci si dovrebbe liberare del passato nei suoi aspetti ormai destinati a morire, che ci trattengono inutilmente dal vivere pienamente le emozioni del presente. Nel nostro caso specifico liberarci dai legami passati significa aprirci alla possibilità di un nuovo amore oppure dimenticare gli antichi, erronei schemi di comportamento che affliggevano la nostra relazione d&#8217;amore e partire da zero, rinnovati, per costruire, con la stessa persona, un legame migliore. Lasciando liberi coloro che amiamo permettiamo loro di crescere e lasciamo loro lo spazio per tornare. I legami karmici non si sciolgono con una meditazione, col desiderio di sbarazzarsi di un compito troppo pesante, ma scoprendo l&#8217;insegnamento che il karma ci suggerisce e agendo di conseguenza. È impossibile perdere una persona a noi legata se non dopo che sentiremo di avere imparato, dato e ricevuto quello che era necessario, e anche allora non sarà una perdita, l&#8217;avremo semplicemente introiettata. Se la teniamo stretti a noi nutriamo a livello inconscio la sua resistenza che diventa ostinazione ad opporsi alla nostra tensione. Se mandiamo amore riceveremo amore, se esprimiamo tensione, fatica e sofferenza il riflesso sulla realtà esterna sarà di sofferenza e conflitto: non otterremo nulla di positivo e resteremo inutilmente invischiati nel nostro dolore. Liberare noi stessi è liberare l&#8217;altro e permettere a entrambi di crescere nel modo più opportuno, che non sta a noi decidere. Per vivere bisogna ricordare il passato quanto basta per imparare da esso e poi dimenticarlo per non esserne inutilmente condizionati. Ogni momento è un momento nuovo che apre nuove prospettive, come ogni vita va vissuta come se fosse la prima è l&#8217;ultima anche se risente delle interconnessioni con tutte le altre. Allo stesso modo bisogna dedicare la massima attenzione ai propri blocchi affettivi e poi accettarli e dimenticarsene, perché accogliendoli abbiamo già fatto tutto il possibile per noi stessi e non è più il caso di affliggercene accrescendo così il loro potere limitante su di noi. Il destino dei blocchi è essere dimenticati e dissolversi. Parimenti è consigliabile non caricare di troppa energia i nostri desideri più urgenti e importanti per non correre il rischio che generino loro stessi blocchi emotivi (non potrò averlo, è troppo per me, non saprò gestirlo, non lo merito…), controdesideri che ritardano il destino dei desideri, che è quello di compiersi. Desiderare e dimenticare, suggerimento utile anche nella ricerca della propria AG.<br /><br />L&#8217;enfasi data al bisogno di valorizzare, uomini e donne, la propria parte femminile è dovuta al fatto che nella nostra società la parte maschile, espansiva e aggressiva, è privilegiata e nettamente predominante, spesso anche tra le stesse donne. <span style="text-decoration: underline;">In realtà per essere individui sereni e potere operare liberamente in base alle nostre aspirazioni bisogna essere individui completi, equilibrati in tutte le nostre parti e aperti tanto all&#8217;azione quanto alla ricezione</span>. Le donne in genere cercano uomini più maschili della loro parte maschile per essere aiutate a crescere in essa e a conseguire il loro completamento. L&#8217;incontro dipende ancora una volta dalla condizione in cui si trova l&#8217;energia maschile dentro di noi. Il nostro rapporto col maschile nel mondo riflette quello che abbiamo instaurato con la nostra parte maschile e il nostro uomo assomiglierà moltissimo al nostro personale modo di essere &#8216;uomo&#8217;. Nostro obiettivo sarà allora controllare che l&#8217;uomo che è in noi ci sia simpatico e sia una persona per bene. Inoltre se noi abbiamo una parte maschile molto carente avremo un bruciante bisogno di attingere alla mascolinità altrui tramite contatti con l&#8217;altro sesso ma allo stesso tempo (come spesso avviene nei casi di &#8216;bruciante bisogno&#8217;) ne avremo anche una grande paura. Avremo paura del maschile al di fuori di noi quanta ne abbiamo del maschile dentro di noi: la mascolinità in questo caso è una realtà a noi sconosciuta che abbiamo sempre tenuto di affrontare e sviluppare e la mascolinità altrui risveglierà in noi la stessa paura. Il discorso vale, in modo anche più accentuato, per gli uomini che in genere sono molto meno in grado di gestire le energie del sesso opposto rispetto alle donne e vivono più drammaticamente questa situazione di squilibrio. Gli uomini, in una società di stampo spiccatamente yang, tendono a reprimere e rifuggire le doti femminili che invece di arricchire le loro potenzialità ingigantiscono ulteriormente la loro tanto temuta ombra. Per ascoltare e capire l&#8217;altro può essere utile ascoltare se stessi di cui l&#8217;altro è specchio. Per prepararsi a un incontro fortunato è meglio coltivare in noi la parte di cui l&#8217;individuo di sesso opposto si troverà a fare da specchio ma anche quell&#8217;altra con cui la nostra AG avrà lo stesso rapporto che abbiamo noi. Le parti ying e yang all&#8217;interno di noi devono essere equilibrate, positive e armonizzate tra loro. L&#8217;uomo deve potere accettare e dare voce alla sua femminilità. Una donna che avesse una parte F carente deve accettare, amare e liberare le sue emozioni, altrimenti deve sviluppare e conciliare in sé anche un atteggiamento più propositivo di tipo M e sviluppare dentro di sé l&#8217;aspetto maschile il cui riflesso troverà all&#8217;esterno. Queste schematizzazioni delle rispondenze tra donna e uomo valgono in via generale, in realtà non esistono definizioni stabili e rigide nell&#8217;ambito dei rapporti umani, ma solo esempi più frequenti.<br /><br />L&#8217;autoanalisi a questo proposito è facilitata da uno degli esercizi più interessanti della Psicodinamica che permette di visualizzare le proprie parti M e F. Anche la semplice osservazione di se stessi ci può aiutare ricordando che il lato destro del corpo è quello governato dall&#8217;emisfero sinistro del cervello caratterizzato da energie di tipo M e viceversa. Osservate e comparate la mobilità del corpo, la forma e le caratteristiche del viso. Potete osservare anche i vostri comportamenti e pensieri abituali e rilevare se presentano caratteri prevalentemente M o F. Oppure studiare i caratteri del vostro Sole, Saturno e Marte (M) o Luna -e Venere per le donne- (F). A questo punto potete esercitarvi a modificarli, ad attenuare le reazioni più esasperate e fare esperienza di comportamenti di tendenza opposta, più invasivi se vi proponete di valorizzare la vostra parte M, più ricettivi per la parte F. Esistono esercizi yoga appositamente pensati per il riequilibrio delle due energie, preghiere per conciliare le due parti di noi. Potete associare alla disciplina di vita quotidiana la pratica meditativa in laboratorio, &#8216;aggiustando&#8217; le fisionomie dei vostri assistenti. Posso suggerire inoltre una meditazione specifica per purificare i canali e riequilibrare le energie. Quando l&#8217;energia non sarà più lateralizzata, concentrata cioè su uno solo dei lati della colonna sarà possibile convogliarla nel canale centrale e predisporre le energie al flusso della kundalini che si srotola lungo la colonna vertebrale.<br /><br />Quando voi starete bene con voi stessi sarete pronti per incontrare la vostra anima gemella.<br /><em><br /><br />&#8220;Come molto altro, abbiamo capito male anche il posto che l&#8217;amore occupa nelle nostre vite, l&#8217;abbiamo considerato un gioco e un piacere perché credevamo che il gioco e il piacere dessero più gioia del lavoro; ma non c&#8217;è niente di più gioioso del lavoro e l&#8217;amore, proprio perché è la gioia suprema , non può essere altro che lavoro.&#8221;<br />Rainer Maria Rilke</em></p>
<p><strong><br />LETTURE CONSIGLIATE:<br /><br /></strong>· Sibaldi I., <em>I Maestri Invisibili</em>, Mondadori, 1999.<strong><br /></strong>· Sibaldi I., <em>Il frutto proibito della conoscenza</em>, Frassinelli, 2000.<strong><br /></strong>· Haziel &#8211; Roger, <em>Preghiere agli angeli</em>, Mondadori.<strong><br /></strong>· Haziel, <em>Le Gran Livre des Invocations et des Exhortations</em>, Editions Bussière, Paris, 1987, F.Fr 164.<strong><br /></strong>· Platone, <em>Simposio</em>, Rizzoli, Adelph, Laterza, Rusconi Libri.<strong><br /><br /><br /><br />Ulteriori approfondimenti:<br /><br /></strong>· Bailey A., <em>Un compendio sul sesso</em>, Editrice Nuova Era, Roma, 1996.<strong><br /></strong>· Calloni S., <em>Iniziazione allo yoga sciamanico</em>, Mediterranee, Roma, 1999<strong><br /></strong>· Casaretti F., <em>Iniziazione all&#8217;amore taoista</em>, Mediterranee, Roma, 1999.<strong><br /></strong>· Clare Prophet E., <em>Cabala &#8211; La chiave del potere interiore</em>, Armenia, Milano, 1999.<strong><br /></strong>· Clare Prophet E., <em>Soul Mates &amp; Twin Flames: The Spiritual Dimension of Love &amp; Relationships,</em> Paperback, June 1999.<br />· Hall J., <em>Anime Gemelle,</em> Gruppo Futura, Milano, 1998.<strong><br /></strong>· Haziel, <em>Il grande libro dei sogni</em>, Mondadori, Milano, 2000.<br />· Jung C. G., <em>Gli acrchetipi e l&#8217;inconscio collettivo</em>, Boringhieri, Torino, 1980.<strong><br /></strong>· Neri da Pozzo S., <em>Questo è il giardino</em>, Tikkun, Milano, in corso di stampa.<strong><br /></strong>· Odier D., <em>Tanta &#8211; L&#8217;iniziazione di un occidentale all&#8217;amore assoluto,</em> Neri Pozza Editore, Vicenza, 1997.<strong><em><br /></em></strong>· O&#8217;Donohue J., <em>Anima Amica</em>, Tea Due, Milano, 2000.<strong><em><br /></em></strong>· Osho, <em>Amore, Scienza, Meditazione,</em> Editrice Psiche, 1984.<br />· Ramtha, <em>Anime Compagne,</em> Macro Edizioni, Cesena -FO-, 1997.<strong><br /></strong>· Saint Germain, <em>Anime Gemelle, Anime Compagne,</em> Macro Edizioni, Cesena -FO-, 1999.<strong><br /></strong>· Vernant J.P., <em>L&#8217;individuo, la morte, l&#8217;amore</em>, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000.<strong><br /></strong>· Weiss B., <em>Molte vite, un solo amore,</em> Mondadori 1996, Oscar Mondadori 1997.<strong><br /></strong>· Zadra E. e Zadra M., <em>Tanta per due</em>, Mondadori, Milano, 2000.</p>
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		<title>Voglie in gravidanza</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 01:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Article magazine]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/voglia-in-gravidanza.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-732" rel="wp-prettyPhoto[g730]"><img class="alignleft size-full wp-image-732" title="voglie in gravidanza" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/voglia-in-gravidanza.jpg" alt="" width="216" height="203" /></a>Navigando qui e là per internet mi imbatto in queste domande sulle “voglie in gravidanza” e relativa risposta “scientifica” e molto sintetica…non riesco a trattenermi dall’esprimere sull’argomento  un punto di vista un po’ piu “integrato”,buona lettura.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Salve dottoressa&#8230;</p>]]></description>
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<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/voglia-in-gravidanza.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-732" rel="wp-prettyPhoto[g730]"><img class="alignleft size-full wp-image-732" title="voglie in gravidanza" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/voglia-in-gravidanza.jpg" alt="" width="216" height="203" /></a>Navigando qui e là per internet mi imbatto in queste domande sulle “voglie in gravidanza” e relativa risposta “scientifica” e molto sintetica…non riesco a trattenermi dall’esprimere sull’argomento  un punto di vista un po’ piu “integrato”,buona lettura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Salve dottoressa</p>
<p>volevo chiederle se è vero che se non si soddisfa una voglia in gravidanza il bambino può venire fuori con delle macchie sul corpo, tipo di fragola o altre cose del genere.<br /> visto che sono una persona golosa vorrei sapere lei che ne pensa a proposito di questo argomento. Grazie</p>
<p>Cara dottoressa, sono una signora incinta al terzo mese e le vorrei rivolgere delle domande. E’ vero che quando una è incinta quello che vede deve assaggiare se no gli può capitare che il bambino abbia una macchia nel posto in cui la mamma si tocca con la mano?Mi hanno detto che se una vede (per esempio) le cotiche di maiale e non le assaggia il bambino può venire fuori con un pezzo di pelle uguale a quella del maiale è possibile?La prego mi risponda perchè questi dubbi mi stanno ossessionando e non ne parlo con la mia ginecologa per paura che mi prenda per pazza.La ringrazio in anticipo</p>
<p>Risposta:<br />Si chiamano così quegli improvvisi, irresistibili, urgenti desideri di qualche cibo in particolare che rendono nervose, irritabili e capricciose almeno fino alla soddisfazione degli stessi.<br /> A dar retta alle leggende popolari tramandate di bocca in bocca o alle nostre nonne, se questi desideri non vengono soddisfatti in fretta e la futura mamma rimane, appunto, con la ‘voglia’ di qualcosa , il bambino nascerà con quella voglia sottoforma di macchia sulla pelle, macchia che per forma e colore ricorderà il cibo tanto desiderato, si avranno così macchie biancastre se la voglia era di latte o piccole escrescenze scure se la preferenza era per le more. Ovviamente (e meno male…) i medici e la scienza in genere smentiscono tutto ciò; non c’è collegamento tra le macchie cutanee del bambino e i gusti alimentari della mamma.. quelle macchie sono solo ‘angiomi’ e possono presentarsi indipendentemente dall’alimentazione della gestante.Fine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’osservazione genuina elementare e obiettiva dei nei e delle cosi dette voglie è questa. </strong></p>
<p>Una donna gestante,è presa improvvisamente dal desiderio di una data sostanza alimentare o solida o liquida.  Essa entra in uno stato ansioso e agitato che si calma quando è appagato il suo desiderio. Ma se in questo stato di sovreccitazione nervosa ,essa si tocca con la punta delle dita in una parte qualsiasi del corpo,il neonato porterà impressi sulla pelle segni e macchie corrispondenti per forma e colore alle sostanze che furono oggetto della voglia,e topograficamente situato nel punto preciso corrispondente a quello toccato dalla madre nel proprio corpo. La mano della madre sarebbe dunque conduttrice di un onda elettromagnetica che attraversando fulmineamente i suoi tessuti andrebbe  a scaricarsi,a convibrare ,con un perfetto e omologo parallelismo nel segmento fetale corrispondente. Come un metallo fuso aderisce alla forma che lo contiene in ogni più piccola porzione,cosi il feto aderisce alla madre. I nei non presentano sintomi subiettivi e hanno immutabilità topografica:possono  tuttavia crescere o diminuire in rapporto alle stagioni quando rappresentano frutti o simili. Si resta sorpresi dalla precisa coincidenza dei nei con le linee tracciate dall’anatomia di alcune regioni.</p>
<p>Attribuire questi fenomeni alla suggestione,che è una parola come un&#8217;altra,non una spiegazione, fà venire in mente l’avvertimento di Mefistofele allo scolaro:”Là dove mancano i concetti metti una parola,con cui ti sarà facile disputare e apparecchiare un sistema”. Si suggestionano anche gli animali?</p>
<p>S.Agostino nel libro decimo della Città di Dio,narra che Giacobbe per variare i parti delle pecore,quando voleva prodotti bianchi metteva nell’abbeveratoio delle pecore gravide bacchette di pioppo sbucciato,e quando voleva prodotti neri metteva bacchette di colore scuro. E anche gli allevatori di cavalli quando vogliono prodotti di manto bianco usano distendere panni bianchi davanti alla femmina in atto di essere fecondata.</p>
<p>Ma non sempre i nei materni si distribuiscono lungo le vie nervose:anzi spesso seguono la disposizione di territori vascolari periglandolari e soprattutto intorno i follicoli dei peli,da qui la frequenza di nei pelosi.</p>
<p>Secondo lo spessore e la qualità dei tessuti interessati possono essere angiomi,fibromi,macrodermie varie  e volgersi anche a natura sarcomatosa ed epiteliomatosa.Quindi i nei appaiono come un tratto d’unione fra la voglia materna di natura semplicemente pigmentaria e una neoplasia che si può trasformare in tumore maligno.</p>
<p>La voglia sorge per un eccitazione  esterna per mezzo degli organi dei sensi per lo più della vista e dell’odorato.</p>
<p>I casi sono due: o la madre ha veramente desiderio di una certa sostanza,o questa si presenta a lei casualmente facendo nascere la voglia che prima non c’era;in tal caso la madre è passiva non ha la voglia;è la sostanza che si impone a lei,quasi con ripugnanza.</p>
<p>Talvolta il bisogno sorge impellente ed è strano che molte volte sia di cotica di maiale con relativi peli. Meriterebbe questa particolarità un indagine approfondita.Altre volte,la gestante non pensa e desidera nulla;ma se in una gastronomia viene esposto un fegato di maiale sul banco degli alimenti,la gravida lo stampa sull’avanbraccio del neonato con relativi lobi e colorito rosso bruno.Ma se la vetrina di un pasticcere fa mostra di cioccolato e la gravida in atto di meraviglia e di desiderio porta la mano alla faccia,la figlia che nasce porterà sulla regione zigomatica sinistra,una macchia nerastra corrispondente per forma e grandezza al polpastrello del dito medio della madre.</p>
<p>In questi e altri casi si nota sempre la predominanza del colore rosso,vale a dire l’azione di una vibrazione a lunghezza d’onda determinata;e sappiamo,d’altra parte,che piante e animali si sviluppano meglio sotto l’influenza di radiazioni rosse.</p>
<p>Queste pigmentazioni cutanee diventano più appariscenti nelle stagioni corrispondenti alla maturazione dei rispettivi frutti. Esse dunque entrano in risonanza con la natura esteriore sintonizzandosi alla lunghezza d’onda propria del soggetto.  Ma in altri casi,la voglia materna si dematerializza ancora per assumere un più profondo significato.</p>
<p>Una contadina gravida è sorpassata per la via Salaria da un pecoraio della campagna romana che porta nel suo carretto latte e ricotta. La buona donna prosegue la strada fino alla lontana chiesa di S. Agostino,inseguita da un disgustoso odore di ricotta. Il figlio che nasce presenta sul dorso un lembo di cute disegnata a cestello di vimini in mezzo alle cui maglie,traspare il bianco della ricotta. In questo caso la madre è stata intermediaria inconscia tra il nascituro e il mondo esterno.</p>
<p>Una signora che trovasi alla sua prima gravidanza(ne seguirono altre sei perfettamente normali) nottetempo è assalita dalla voglia di Cassia,che è una pianta esotica delle indie Orientali. La signora non aveva mai visto quest’albero:né è cosa desiderabile un purgante come è la polpa di Cassia. Il figlio nasce con una bacca di Cassia riprodotta sulla regione perineale. Allora sorge la domanda:la voglia proviene dalla madre o dal figlio?</p>
<p>La risposta diventa meno ardua quando si osserva il modo di comportarsi delle gravidanze gemellari rispetto alle voglie materne. Una contadina nelle vicinanze di Firenze passando dinanzi alla fattoria di un antico castello,sente la voglia di vino e dopo essere stata soddisfatta,sorge una seconda voglia anch’essa appagata con un secondo bicchiere di vino. La donna appena fuori dalla fattoria,percepisce una terza voglia che,per vergogna,non vuole soddisfare e si sforza di tornare a casa dove poco dopo abortisce. Essa aveva tre feti e per ognuno di essi aveva avuto una voglia. E quindi la richiesta non veniva da lei ma dai figli. Soddisfatti due di essi,il terzo essere in formazione aveva in qualche modo sentito la mancanza di questo stimolo(di ordine simbiotico? Non certo di ordine chimico;poiché le linfe materne andavano a tutti e tre i feti) due restarono appagati,il terzo no,perché non ebbe il vino  richiesto e provocò l’aborto,si direbbe per via psichica,come per una mancata simmetria dell’edificio in formazione:tre torri sopra una stessa piattaforma.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sangue e Sole</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 13:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Article magazine]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/soleimages.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-718" rel="wp-prettyPhoto[g716]"><img class="alignright size-full wp-image-718" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/soleimages.jpg" alt="" width="196" height="258" /></a>Quando sorgi all’orizzonte<br />riempi la terra della tua bellezza.<br />I tuoi raggi baciano le creature<br />tutti i viventi conquisti<br />e li stringi in un vincolo d’amore.</p>
<p>Tu sorgi e la terra s’illumina.<br />Mandi i tuoi raggi e la tenebra&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/soleimages.jpg" rel="facebox" rel="attachment wp-att-718" rel="wp-prettyPhoto[g716]"><img class="alignright size-full wp-image-718" src="http://www.osteopatiafluidica.com/wp-content/uploads/soleimages.jpg" alt="" width="196" height="258" /></a>Quando sorgi all’orizzonte<br />riempi la terra della tua bellezza.<br />I tuoi raggi baciano le creature<br />tutti i viventi conquisti<br />e li stringi in un vincolo d’amore.</p>
<p>Tu sorgi e la terra s’illumina.<br />Mandi i tuoi raggi e la tenebra fugge.</p>
<p>Gli uomini si alzano<br />stendono le mani e pregano.<br />Ogni animale si pasce al prato.<br />Ogni pianta verdeggia nei campi.<br />Gli uccelli volano sopra il nido<br />alzando le ali come braccia supplicanti.</p>
<p>Gira ogni moscerino<br />ogni agnellino saltella.<br />Della tua vita s’animano,o Signore.<br />I pesci danzano nell’acqua<br />i tuoi raggi vanno nel cuore del mare.<br /><em>Tu formi il germe nel corpo della sposa.<br /></em><em>Tu crei il seme nel corpo del  marito.</em></p>
<p>Hai creato la terra <em>secondo</em> il <em>tuo cuore<br /></em>quando nessuna cosa esisteva nell’eternità:<br />tutto ciò che cammina coi piedi in terra<br />e che vola con l’ali nell’aria.<br />Hai fatto i lontani cieli<br />Per contemplare da essi il tuo creato.<br />Vieni,te ne vai,ritorni!</p>
<p>Da te solo crei,da te, Unico!<br />È la vita il tuo sorgere,<br />è la morte il tuo tramonto.<br />Tu sei,Padre,nel mio cuore<br />e nessuno ti conosce.<br />Ti conosco io solo,tuo figlio.</p>
<p>Cosi cantò Akhenaton, Gioia del Sole.</p>
<p>Se nel canto egizio del Sole si dice che il Sole ha creato la Terra secondo il suo cuore,in realtà “scientificamente” e chiaramente si può affermare <em>secondo il suo ritmo</em> !<br />Come precedentemente scritto (Psico-Digestione) possediamo diversi centri ritmici,veri e propri “cuori”,da qui la coscienza di un “tutto” ritmico e per di più  regolato da una grande armonia.<br />Le cellule dei tessuti sono immerse nel sangue,come in un piccolo mare,il quale non solo è agitato dalle forze del male,ma è anche sconvolto dalle passioni dell’anima.<br />Sentirsi ribollire il sangue,essere di sangue caldo,mantenere il sangue freddo,sentirsi gelare il sangue nelle vene e simili modi di dire,esprimono bene questo trapasso in cui la voce del sangue diventa la voce del cervello.<br />Il sentire diventa con-sentire quando c’è la coscienza. Ridurre il sangue a centro della vita vegetativa è sottostimare la realtà fisiologica e psicologica.<br />Negli effetti che ha,il ruolo del sangue è veramente supremo per l’economia della vita organica e animica.<br />Anche la Bibbia nel suo linguaggio sapienziale e sintetico, dice del sangue cose che gli uomini dovrebbero lungamente meditare:”Ammazza pure del tuo grosso e minuto bestiame e mangiane a tua voglia. Solo osserva fermamente di <em>non mangiare il sangue </em>: perciocché il sangue è l’anima:non mangiare l’anima con la carne.Non mangiarlo,spandilo in terra”. (Deuteronomio-cap.XII).<br /> C’è un linguaggio proprio del cuore che non è quello freddo del cervello.<br />Ti parlo col cuore in mano,si dice per significare la bontà e la verità di un discorso.<br />Scordarsi di una persona è come togliersi da una con vibrazione con essa:uno strumento musicale è appunto scordato quando è fuori di tono.<br />E  ricordarsi vale riaccordare quelle vibrazioni che resero comuni gli affetti cioè i sentimenti.Dis-cordia è proprio l’allontanarsi di due cuori al contrario di con-cordia.<br />Poi abbiamo con-cordare,cor-rispondere,cor-doglio,cor-aggio,scor-amento,miseri-cordia.<br />Infine cor-rompere,cioè rompere il cuore,esprime inequivocabilmente la devastazione morale di un corrotto.<br />In caso di spavento diventiamo pallidi perché il sangue fugge dalla periferia al centro,come per sottrarsi ad un nemico esterno. Invece,una sola parola che può suscitare la nostra vergogna,ci fa diventare rossi perché il sangue fugge dal centro verso la periferia,per sottrarsi al nemico che ha invaso il nascondiglio della nostra coscienza.</p>
<p>Si direbbe che il sangue è per se stesso intelligente poiché non basta il gioco dei nervi vasomotori a spiegare perché nello spavento i vasi periferici si contraggono e nella vergogna si dilatano.<br />Se lo stimolo è un emozione che và al cervello in entrambi i casi,da dove nasce questo diverso comportamento ?</p>
<p>&nbsp;</p>
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